Relation of active, passive, and quitting smoking with incident diabetes: a meta-analysis and systematic review

A cura di Matteo Monami

Lancet Diabetes Endocrinol.

Premesse: Il fumo delle sigarette è correlato ad un’aumentata incidenza di numerose patologie, soprattutto cardiovascolari e tumorali; esistono, tuttavia, studi osservazionali che hanno mostrato un aumento del rischio di diabete incidente nei fumatori attivi, passivi e anche negli ex-fumatori, rispetto a chi non ha  mai fumato. Scopo di questa metanalisi di studi prospettici è quello di verificare l’esistenza di tale associazione.
Metodi: E’ stata condotta una ricerca sistematica su MEDLINE ed Embase usando i seguenti termini: “prospective studies”, “smoking” e “diabetes mellitus”. E’ stato calcolato il rischio relativo (RR) con Intervalli di Confidenza del 95% (CI), impiegando un modello di tipo random. Sono state inoltre condotte analisi per sottogruppo utilizzando alcune caratteristiche principali degli studi e dei partecipanti inclusi.
Risultati: Sono stati identificati 88 studi che soddisfacevano i criteri di inclusione, con un numero di soggetti arruolati di 5.898.795 ed un numero di casi di diabete tipo 2 incidente di 295.446. Rispetto ai non fumatori, il RR di sviluppare diabete nei fumatori attivi è stato di 1.•37 (95% CI 1•33-1•42), negli ex-fumatori di 1•14 (1•10-1•18) e nei fumatori passivi di 1•22 (1•10-1•35). Tale associazione veniva mantenuta anche in analisi per sottogruppo, quale quella tra numero di sigarette fumate. Rispetto ai non fumatori, il RR di diabete incidente è stato di 1•21 (1•10-1•33) per i fumatori “leggeri”, 1•34 (1•27-1•41) per quelli moderati e di 1•57 (1•47-1•66) per i fumatori “assidui”. Anche tra gli ex-fumatori, il RR si differenziava a seconda del numero di anni dalla cessazione del fumo: il RR è stato di 1•54 (95% CI 1•36-1•74) per chi aveva smetto da meno di 5 anni, 1•18 (1•07-1•29) da 5-9 anni e 1•11 (1•02-1•20) da più di 10 anni.
Conclusioni: Il fumo passivo e attivo è risultato associato ad un maggior rischio incidente di diabete di tipo 2 che si riduce negli ex-fumatori tanto è maggiore il numero di anni intercorsi dalla cessazione. Se tale associazione è causale (e non casuale), le campagne di sensibilizzazione contro il fumo dovrebbero contribuire, nei prossimi anni, alla riduzione del rischio di diabete nella popolazione mondiale.
Commento: questo articolo, come altri in letteratura su questo tema, è sicuramente interessante, anche se include studi osservazionali, che come è noto hanno numerosi bias (l’impossibilità ad esempio di aggiustare per tutti i possibili confondenti). Infatti, chi fuma ha verosimilmente più comportamenti a rischio, rispetto ai non fumatori, che potrebbero spiegare questa associazione (ad es, i fumatori sono anche più sedentari, obesi, ecc.). Va, comunque, sottolineato che il fumo di sigaretta è un potente attivatore del sistema simpato-adrenergico, la cui attivazione influenza anche i livelli glicemici. La questione se il fumo di sigaretta sia o meno un fattore di rischio indipendente per diabete rimane aperta e si rendono necessari studi meccanicistici al fine di capire se l’aumento di catecolamine in circolo sia realmente in grado di modificare sensibilmente i livelli glicemici medi nei fumatori.

A cura di Matteo Monami

Pan A, Wang Y, Talaei M, Hu FB, Wu T. Relation of active, passive, and quitting smoking with incident type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis. Lancet diabetes endocrinol. 2015 dec;3(12):958-67. Doi: 10.1016/s2213-8587(15)00316-2