Diabetologia
Razionale: L’associazione tra tumori e l’utilizzo degli Inibitori SGLT-2 (SGLT2i) è poco studiata e incerta. Lo scopo di questa metanalisi è quello di verificare la sicurezza in termini di cancerogenesi di questa classe di farmaci.
Metodi: E’ stata effettuata un ricerca su PubMed, EMBASE, Cochrane Central Register of Controlled Trials and ClinicalTrials.gov fino al 15 February 2017 per identificare tutti i trial che confrontassero i casi di tumore riportati nei bracci di trattamento con SGLT-2i con quelli occorsi nei gruppi di confronto. E’ stata effettuata una network meta-analysis e una metanalisi “tradizionale” per calcolare gli OR (odds ratio) con CI (intervalli di confidenza) al 95%.
Risultati: Sono stati selezionati 46 studi che hanno complessivamente arruolato 34.569 pazienti con 580 casi incidenti di tumore. La durata media dei trial è stata 61 settimane.
Gli SGLT-2i quando confrontati con tutti i comparatori (attivi o placebo) non hanno mostrato una significativa associazione con i tumori da tutte le cause (OR 1.14 (95% CI, 0.96-1.36). Il rischio di tumore alla vescica è risultato aumentato con l’impiego di SGLT2i in generale(3.87 (95% CI, 1.48-10.08) ed in particolare con empagliflozin 4.49 (95% CI, 1.21-16.73). Canagliflozn si è associato ad una riduzione dei tumori gastrointestinali 0.15 (95% CI, 0.04-0.60).
Conclusioni: Gli SGLT2i non sembrano associarsi ad un aumentato rischio di tumori nel breve termine nei pazienti con diabete di tipo 2. Il breve periodo di trattamento ed osservazione nel presente lavoro sono tuttavia da tenere in considerazione e saranno necessari studi di sorveglianza post-marketing, con follow-up più lunghi.
Commento editoriale: la relazione tra SGLT-2i e rischio di tumori è sicuramente interessante e doverosa da esplorare. Interessante l’effetto protettivo visto solo per canagliflozin sui tumori gastrointestinali, in quanto come noto, è il più potente inibitore dei recettori SGLT-1 tra le tre molecole attualmente in commercio. L’espressione dei recettori SGLT-2 è invece prevalente a livello dei tubuli renali e questa differenza potrebbe giocare un ruolo rilevante nel possibile diverso comportamento degli SGLT-2i. La relazione con i tumori vescicali (se realmente presente) è sicuramente suggestiva, ma non semplice da spiegare, se non con l’aumentato transito di glucosio a livello tubulare e rischio di infezioni che potrebbero agire da noxa patogena.
Con tutti i limiti delle metamnalisi in generale e di questa in particolare (ad esempio manca il trial CANVAS, la maggior parte dei tumori con epagliflozin derivano da un unico trial – EMPAREG, ecc.), credo, tuttavia, che questo problema sia da tenere presente e debba essere esplorato in studi con periodi di follow-up maggiori e più elevato numero di soggetti.
A cura di Matteo Monami
Tang H, Dai Q, Shi W, Zhai S, Song Y, Han J. SGLT2 inhibitors and risk of cancer in type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. Diabetologia. 2017 Jul 19. doi: 10.1007/s00125-017-4370-8. [Epub ahead of print]


