PLoS One
Razionale: Questo studio è+ stato condotto per verificare l’incidenza di nefropatia da mezzo di contrasto, tra vari agenti (iso-osmolari – iodixanol – versus agenti con bassa osmolarità), nella popolazione diabetica.
Metodi: E’ stata effettuata un ricerca su PubMed, Embase, Cochrane Library Central Register of Controlled Trials, e su meta-analisi già pubblicate fino a 31 Marzo 2017. L’outcome primario era la incidenza di nefropatia da mezzo di contrasto in pazienti diabetici inclusi in trial clinici randomizzati.
Risultati: Sono stati identificati 12 trial. L’uso del mezzo di contrasto a bassa osmolarità iodixanolo si è associato ad una tendenziale riduzione di nefropatia rispetto ad altri (risk ratio [RR]: 0.72, 95% Intervallo di Confidenza (CI): [0.49, 1.04], p = 0.08). Quando iodixanolo è stato confrontato con un mezzo di contrasto a bassa osmolarità, quale lo iohexolo, si è tuttavia raggiunta la significatività statistica (RR: 0.32, 95% CI [0.12, 0.89]). Nessuna differenza è stata invece rilevata tra iodixanolo e altri agenti a bassa osmolarità diversi da iohexolo (RR: 0.92, 95% CI [0.68, 1.25]).
Conclusioni: I risultati della presente meta-analisi mostrano che nella popolazione diabetica l’uso di iodixanolo è associato con minor rischi di nefropatia incidente da mezzo di contrasto, soprattutto rispetto allo iohexolo, agente a bassa osmolarità.
Commento editoriale: La nefropatia da mezzo di contrasto, specie durante le procedure che utilizzano dosi elevate di contrasto (es. angio-TC, angioplastiche coronariche, ecc), è un problema di una certa rilevanza clinica, con conseguenze medico (legali) e economiche importanti (es. allungamento dei tempi di degenza, terapia dialitica, fino al decesso intraospedaliero). Vi sono molti protocolli in letteratura atti a prevenire tale complicanza (dalla semplice reidratazione, all’uso di farmaci o complessi vitaminici con evidenze più o meno solide). Il primo accorgimento, tuttavia, da osservare è senza dubbio quello di impiegare mezzi di contrasto meno nefrotossici, quali iodixanolo, evitando quelli a bassa osmolarità. Sebbene le procedure diagnostiche e terapeutiche, che prevedano l’uso di mezzo di contrasto, siano solo marginalmente di competenza diabetologica (es. piede diabetico), il diabetologo dovrebbe comunque cercare di far emergere il problema, dialogando con le varie aree diagnostico-terapeutiche delle realtà in cui opera, al fine di ridurre tale complicanza che, come detto, può essere di impatto notevole sulla vita del paziente affetto da diabete.
A cura di Matteo Monami
Han XF, Zhang XX, Liu KM, Tan H, Zhang Q. Contrast-induced nephropathy in patients with diabetes mellitus between iso- and low-osmolar contrast media: A meta-analysis of full-text prospective, randomized controlled trials. PLoS One. 2018; 13:e0194330. doi: 10.1371/journal.pone.0194330


