Non-high-density lipoprotein cholesterol and risk of cardiovascular disease in the general population and patients with type 2 diabetes: A systematic review and meta-analysis

A cura di Cristina Bianchi

Diabetes Research and Clinical Practice

Razionale: Il colesterolo non-HDL consente una migliore stima del rischio cardiovascolare, soprattutto in caso di dislipidemia mista, tuttavia l'associazione fra colesterolo non-HDL e patologie cardiovascolari non è mai stata valutata in maniera sistematica.
Obiettivo: L'obiettivo di questa meta-analisi è valutare l'associazione di elevati livelli di colesterolo non-HDL con le malattie cardiovascolari nella popolazione generale e nel diabete mellito.
Metodi: E’ stata effettuata un ricerca su PubMed ed EMBASE per identificare studi osservazionali, prospetti o retrospettivi, che valutassero l'associazione fra colesterolo non-HDL e patologie cardiovascolari nella popolazione generale o nei pazienti con diabete mellito tipo2. Sono stati quindi calcolati Risk ratio (RR) con intervallo di confidenza al 95% (IC).
Risultati: Sono stati inclusi nell'analisi 13 studi che hanno complessivamente arruolato 156381 partecipanti, con un follow-up compreso fra 7.9 e 22 anni. L'analisi dimostra elevati livelli di colesterolo non-HDL sono indipendentemente associati ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari sia nella popolazione generale (RR 1.62; 95%IC 1.40-1.87) che nei pazienti con diabete mellito tipo 2 (RR 1.99; 95%IC 1.57-12.51). L'analisi stratificata per genere suggerisce che elevati livelli di colesterolo non-HDL conferiscono un rischio simile a uomini (RR 1.95; 95%IC 1.40-2.73) e donne (RR 1.92; 95%IC 1.51-2.43). Non si osserva, invece, una significativa associazione fra elevati livelli di colesterolo non-HDL e mortalità cardiovascolare nè nella popolazione generale (RR 1.64; 95%IC 0.96-2.80), nè nei pazienti con diabete mellito tipo 2 (RR 1.08; 95%IC 0.57-2.07).
Conclusioni: Elevati livelli di colesterolo non-HDL sono associati ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari sia nella popolazione generale che nei pazienti con diabete mellito tipo 2.
Commento: La dislipidemia gioca un ruolo chiave nello sviluppo delle patologie cardiovascolari e sempre maggior impegno poniamo nel contrastare gli elevati valori di colesterolo LDL. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il colesterolo non-HDL conferisce una predizione del rischio cardiovascolare superiore a quella del colesterolo LDL, soprattutto in caso di dislipidemia mista (trigliceridi ≥200 mg/dl), tanto da essere considerato un target terapeutico secondario. Il colesterolo non-HDL riflette, infatti, non solo le lipoproteine a bassa densità (LDL), ma anche le lipoproteine a densità intermedia (IDL) e le lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), ovvero tutte le lipoproteine contenenti l'apolipoproteina B e lipoproteine ricche in trigliceridi, maggiormente correlate con il rischio aterosclerotico. Pertanto, i livelli di colesterolo non-HDL sono un marker di aterosclerosi capace di migliorare il potere predittivo per le patologie cardiovascolari, sia nella popolazione generale che nei pazienti con diabete mellito tipo 2, così come dimostra questa meta-analisi. Tuttavia, un ampio numero di pazienti che riceve trattamento ipolipemizzante non raggiunge il target raccomandato per il colesterolo non-HDL (+30 mg/dl rispetto al target di colesterolo LDL). Pertanto, nella valutazione del rischio cardiovascolare dei nostri pazienti e nell'ottimizzazione della terapia non dimentichiamoci del colesterolo non-HDL!

A cura di Cristina Bianchi

Cao Y, Yan L, Guo N, Yu N, Wang Y, Cao X, Yang S, Lv F. Diabetes Research and Clinical Practice. Diabetes Res Clin Pract. 2019 Jan;147:1-8. doi:10.1016/j.diabres.2018.11.002