Comparison of cardiovascular outcomes and cardiometabolic risk factors between patients with type 2 diabetes treated with sodium-glucose cotransporter-2 inhibitors and dipeptidyl peptidase-4 inhibitors: a meta-analysis

A cura di Mario Luca Morieri e Ilaria Dicembrini

European Journal of Preventive Cardiology

Background e obiettivo del lavoro: Gli SGLT2i hanno una conclamata attività cardioprotettiva vs placebo (CVOTs docent). Gli studi head-to-head vs DPP4i (non CVOT) mostrano vantaggi simili, ma è così per ogni componente del MACE e per ogni fattori di rischio CVD? Questa meta-analisi mette luce su questi aspetti.
Metodi e risultati principali: Mediante review sistematica della letteratura e ricerca su diversi database online, sono stati raccolti gli studi di confronto tra gli inibitori SGLT2 (SGLT2i) e gli inibitori del DPP4 (DPP4i) con dati su outcome cardiovascolari e fattori di rischio cardiometabolici, arrivando ad includere 30 studi (di cui 17 studi real-world e 13 RCTs). La terapia con SGLT2i rispetto ai DPP4i risulta associata a minor rischio di stroke (RR 0.80; I.C. 95% 0.76-0.84), di infarto miocardico (RR 0.55; IC 95% 0.51-0.60) e minor mortalità per tutte le cause (RR 0.60; IC 95% 0.57-0.63). Inoltre gli SGLT2i mostrano una riduzione dei valori di HAb1c (differenza media pesata -0.07%; 95% CI, -0.13 to -0.01%), peso corporeo (differenza media pesata -2.16 kg; 95% CI, -2.42 to -1.90 kg), glicemia a digiuno, pressione arteriosa (-4.22mmHg; 95% CI, -5.66 to -2.77mmHg), mentre un incremento sui valori di colesterolo LDL (+4.63mg/dL; 95% CI, 1.73–7.54mg/dL), e nessun effetto significativo sui valori eGFR. Sono stati riscontrati possibili bias di pubblicazione negli outcome cardiovascolari e su HbA1c, mentre le conclusioni si sono confermate sostanzialmente valide nelle analisi di sensibilità.
Conclusioni e commento editoriale: Gli autori concludono sottolineando la superiorità in termini di protezione cardiovascolare degli SGLT2i rispetto i DPP4i, e come tale effetto sia inoltre affiancato da un miglioramento dei fattori di rischio cardio- metabolici (escluso l’effetto sul colesterolo LDL, aggiungiamo noi).
Il lavoro presenta alcuni limiti metodologici (es, stringa di ricerca non perfettamente chiara, l’inclusione di studi di diversa durata senza adeguate sotto-analisi, e una valutazione qualitativa degli studi real-world descritta solo globalmente e non per singoli item). Tuttavia gli studi inclusi sono quasi tutti noti per la loro buona qualità, e i risultati sono generalmente privi di eterogeneità, il che rassicura sulla affidabilità dei risultati finali riportati. Rispetto ai lavori precedenti, che mostravano spesso solo dei trend di riduzione del rischio di infarto miocardico e ictus (solo in pochi casi significativi), questa meta-analisi permette di confermare e validare tali trend e quindi espandere il vantaggio globale degli SGLT2i vs DPP4i anche in queste specifiche componenti del classico MACE. Resta il dato “negativo”, e già descritto, degli SGLT2 sui livelli di colesterolo LDL ma che non sembra influenzarne il vantaggio cardiovascolare globale (senza per questo dimenticarci dell’importanza assoluta di una adeguata terapia ipolipemizzante). In conclusione, pur in assenza di trial clinici cardiovascolari ad-hoc, la mole di dati provenienti da trial randomizzati (non CVOT) e studi real-world confermano in pieno come gli SGLT2i siano da preferirsi in seconda-linea di trattamento ai DPP4i. Tutto questo senza dimenticarsi del ruolo importante dei DPP4i data la loro grande maneggevolezza terapeutica e facilità di utilizzo in combinazione (anche con poli-pillole).

A cura di Mario Luca Morieri e Ilaria Dicembrini

Wang S, Wu T, Zuo Z, Jin P, Luo X, Deng M. Comparison of cardiovascular outcomes and cardiometabolic risk factors between patients with type 2 diabetes treated with sodium-glucose cotransporter-2 inhibitors and dipeptidyl peptidase-4 inhibitors: a meta-analysis. Eur J Prev Cardiol. 2021 Jun 17:zwab099. doi: 10.1093/eurjpc/zwab099. Epub ahead of print. PMID: 34136913