Transplant Proc.
Razionale: Si sa che l’immunosoppressione mantenuta a lungo termine è associata ad un aumentato rischio di cancro. In generale nel campo dei trapianti di organo solido l’incidenza cumulativa di tumore a 5 anni è tra il 4 e il 4.8% con un rischio stimato di 2.1 volte rispetto alla popolazione non trapiantata. Si conosce pochissimo sul rischio di sviluppare tumori dopo trapianto di pancreas dove l’immunosoppressione è tendenzialmente più intensa che in altri trapianti d'organo a causa della sua forte immunogenicità. Questo studio retrospettivo riporta la casistica di tutti i pazienti trapiantati in Giappone tra il 2001 e il 2010
Obiettivo: analizzare l'incidenza dei tumori de novo dopo il trapianto di pancreas in Giappone.
Metodi: Tra il 2001 e il 2010 107 trapianti di pancreas sono state effettuati per il diabete di tipo 1 in 14 dei 17 enti autorizzati in Giappone.
Risultati: Dei 107 trapiantati, 9 (8,4%) hanno sviluppato neoplasie de novo dopo il trapianto di pancreas: malattie linfoproliferative post-trapianto (PTLD) in 6 casi, il cancro del colon in 1 caso, il cancro renale (carcinoma a cellule renali) in 1 caso, e tumore cerebrale (glioblastoma) in 1 caso. Di questi nove pazienti 8 hanno ricevuto un trapianto simultaneo di pancreas-rene e 1 trapianto di pancreas-dopo-rene. L'intervallo medio tra trapianto di pancreas e diagnosi di malignità è stato di 23 mesi (range 5-106 mesi). Nessuno dei 9 pazienti aveva una storia di malattie neoplastiche maligne precedenti. In termini di trattamento, il dosaggio dei farmaci immunsoppressori è stato ridotto (MMF e CNI) in tutti i pazienti, e everolimus, un inibitore di mTOR, è stato aggiunto in 2 dei 9 pazienti. La chemioterapia è stata eseguita in 5 pazienti con PTLD mentre il sesto paziente con PTLD ha ricevuto radioterapia (linfoma cerebrale). Il paziente con cancro del colon è stata trattato con la resezione mucosa endoscopica. I pazienti con cancro renale e cancro al cervello tumore hanno ricevuto resezione chirurgica. La sopravvivenza mediana dopo la diagnosi di malignità è stata di 46 mesi (range 5-90 mesi). I cinque paziente con PTLD trattati con chemioterapia hanno mostrato risposta completa ai trattamenti e risultano viventi e liberi di malattia all’ultimo follow up. Il paziente con PLTD cerebrale è deceduto. I rimanenti 3 pazienti, nei quali il tumore è stato asportato chirurgicamente, risultano viventi e liberi di malattia all’ultimo follow-up.
Conclusioni: Il tasso di incidenza di neoplasia nei pazienti con trapianto di è risultato di circa 5 volte superiore a quello della normale popolazione giapponese
Commenti: Ad oggi, ci sono stati solo 4 studi in Europa e negli Stati Uniti che hanno segnalato l'incidenza di malignità de novo dopo trapianto di pancreas. In questi studi, il tasso di incidenza di malignità de novo viene segnalato compreso tra il 3,8% e il 9,6%, tasso compatibile con quello rilevato in questo studio. I limiti di questo studio sono il numero ristretto di casi, il fatto che si faccia riferimento ad una popolazione non caucasica e la possibilità che il tasso di incidenza ottenuto è almeno in parte influenzato dalla presenza del diabete e dell’insufficienza renale terminale. Lo studio conferma che il rischio maggiore per questi pazienti è lo sviluppo di malattie linfoproliferative, dato confermato dai precedenti studi in Europa e in USA, mentre apparentemente non si evidenzia un rischio aumentato sui tumori della pelle che nei paesi occidentali è spesso associato all’immuosoppressione. Seppur con i suoi limiti lo studio aiuta a comprendere il rischio beneficio della procedura del trapianto.
A cura di Lorenzo Piemonti
Tomimaru Y, Ito T, Marubashi S, Kawamoto K, Tomokuni A, Asaoka T, Wada H, Eguchi H, Mori M, Doki Y, Nagano H. De novo malignancy after pancreas transplantation in Japan. Transplant Proc. 2015 Apr;47(3):742-5. doi: 10.1016/j.transproceed.2014.11.052. PubMed PMID: 25891723


