Phase 3 trial of transplantation of human islets in type 1 diabetes complicated by severe hypoglycemia

A cura di Lorenzo Piemonti

Diabetes Care

L’incapacità a percepire i sintomi dell'ipoglicemia (Impaired Awareness of Hypoglycemia, IAH) e la presenza di gravi eventi ipoglicemici (Severe Hypoglycaemic  Events, SHEs) provoca morbilità e mortalità nei pazienti con diabete di tipo 1. Le attuali terapie sono efficaci nel prevenire SHEs nel 50-80% dei pazienti con IAH e SHEs, lasciando un numero considerevole di pazienti a rischio. In questo studio si è valutata l'efficacia e la sicurezza del trapianto d’isole pancreatiche in soggetti in cui IAH e SHEs persistevano nonostante il miglior trattamento medico.
Disegno dello studio e metodi: Lo studio condotto è multicentrico prospettico a braccio singolo di fase 3 condotto in otto centri di trapianto d’isole presenti in USA. Quarantotto adulti con diabete di tipo 1 da più di 5 anni, assente produzione di peptide-C e documentata presenza di IAH e SHEs nonostante la presenza di un trattamento medico ottimale sono stati reclutati.
Ogni soggetto ha ricevuto un trattamento immunosoppressivo combinato con uno o più trapianti d’isole pancreatiche. L’end point primario è stato il raggiungimento di HbA1c <7,0% (53 mmol / mol) al giorno 365 e la libertà da SHEs dal giorno 28 al giorno 365 dopo il primo trapianto.
Risultati: L'end point primario è stato raggiunto con successo dall’87,5% dei soggetti a 1 anno e del 71% a 2 anni. Il livello di HbA1c media è stato sia a 1 che a 2 anni del 5,6% (38 mmol / mol). Il miglioramento dei punteggi di Clarke e HYPO è stato significativo a dimostrazione della ripresa della sensibilità all’ipoglicemia. Non si sono verificati episodi di morte o disabilità correlati al trapianto.   Cinque pazienti (10,4%) hanno avuto un problema di sanguinamento correlato alla procedura d’infusione richiedente trasfusione (corrispondenti a 5 su 75 procedure), e due pazienti (4,1%) hanno sviluppato infezioni attribuite all’immunosoppressione.  Da segnalare tra gli eventi avversi una diminuzione del filtrato glomerulare durante i due anni di follow-up e lo sviluppo di ab anti donatore in due pazienti.
Conclusioni: Il trapianto d’isole si è dimostrato in grado di ottenere il controllo glicemico, di ricostituire la sensibilità all’ipoglicemia e di proteggere da episodi d’ipoglicemia severa soggetti con IAH e SHE intrattabile. Eventi correlati alla safety sono stati correlati alla procedura d’infusione e all’utilizzo dell’immunosoppressione Il trapianto d’isole dovrebbe essere considerato per i pazienti con diabete di tipo 1 e IAH nei quali altri trattamenti attuali, meno invasivi sono stati inefficaci nel prevenire SHEs.
Commento: Lo studio è il primo studio di una serie programmata dal CIT (consorzio nordamericano per il trapianto delle isole) finalizzato alla dimostrazione dell’efficacia del trapianto d’isole nella pratica clinica. Lo studio dimostra che effettivamente in paziente con ipoglicemia problematica ha un’efficacia nel breve e nel medio termine nel controllare la malattia. In questi pazienti dove il rischio di mortalità e morbidità è estremamente elevato, la procedura e le complicazioni associate sono controbilanciate dal beneficio clinico.

A cura di Lorenzo Piemonti

BJ Hering et al. Phase 3 trial of transplantation of human islets in type 1 diabetes complicated by severe hypoglycemia. Diabetes Care DOI: 10.2337/dc15-1988 (2016)