
Diabetes Care
Razionale ed obiettivo: È noto che la nefropatia diabetica aumenta il rischio cardiovascolare (CVD), ma che peso abbia la retinopatia diabetica severa (SDR) è da definire.
Disegno e metodi: Dai registri derivati del Finnish Diabetic Nephropathy Study (FinnDiane) è stata recuperata l’incidenza cumulativa di eventi CVD (cardiopatia coronarica CHD, arteriopatia periferica PAD e stroke) in 1683 soggetti con diabete di tipo 1, con almeno 30 anni di anzianità di malattia. Successivamente sono stati suddivisi in due gruppi in relazione alla presenza di nefropatia diabetica (DKD) e/o SDR (+DKD/+SDR, +DKD/-SDR, -DKD/+SDR, e -DKD/-SDR) al basale. Successivamente le incidenze età-specifiche sono state confrontate con 4016 controlli non diabetici. SDR era definita come trattamento laser fotocoagulativo e la DKD come un eGFR <60 mL/min/1.73 m2.
Risultati: Durante 12872 anni-persona di follow-up, si sono verficati 416 casi incidenti di CVD. Anche in assenza di DKD, la SDR aumentava il rischio di CVD (Hazard Ratio 1.46 [95% CI 1.11–1.92]; P < 0.01), anche dopo correzione per durata di diabete, età di insorgenza del diabete, sesso, fumo, pressione arteriosa, waist-to-hip ratio, episodi di ipoglicemia ed assetto lipidico. In particolare, la sola SDR risultava associata al rischio di PAD (1.90 [1.13–3.17]; P < 0.05) e di CHD (1.50 [1.09–2.07; P < 0.05), ma non con lo stroke. Inoltre, la coesistenza DKD aumentava ulteriormente il rischio di eventi CVD (2.85 [2.13–3.81]; P <0.001).
Conclusioni: La sola SDR, anche in assenza di DKD, aumenta il rischio cardiovascolare, in particolare di PAD, in maniera indipendente dai comuni fattori di rischio cardiovascolare nei diabetici di tipo 1 di lunga durata di malattia.
Commento editoriale: Il lavoro conferma che la retinopatia diabetica è un fattore indipendente di rischio cardiovascolare... Alcune evidenze che spingevano verso un rischio indipendente sono derivate dallo studio sui Medalist con 50 anni di malattia della Joslin. L’evidenza è che la sola retinopatia incrementa in modo indipendente il rischio cardiovascolare. Questo risulta ulteriormente incrementato se concomita la nefropatia. Un punto di forza dello studio è la precisa caratterizzazione della coorte di soggetti diabetici di tipo 1 con oltre 30 anni di malattia e la valutazione di un ampio spettro di outcomes cardiovascolari. Lo studio conferma un dato importante, ossia che la malattia vascolare diabetica è un continuum, in cui il danno micro e macrovascolare non rappresentano entità differenti ma sono fortemente interconnesse. Sorprende il raddoppio del rischio di PAD in presenza di retinopatia, indipendente dalla DKD: quadro che apre scenari interessanti coinvolgenti il microcircolo delle placche vascolari. Alcuni limiti sono rappresentati dalla dimensione del campione di soggetti che presentano DKD, ma non SDR e dal tipo di rilevamento delle CVD (registri e non dati clinici). Sarà interessante, in futuro, andare a valutare quanto il danno retinico precoce influenzi il rischio cardiovascolare, così come il peso della neuropatia. L’effetto diretto sulla pratica clinica dello studio è ribadire l’importanza dello screening regolare della retina nei diabetici di tipo 1 in associazione all’intervento intensivo multifattoriale per la prevenzione degli eventi cardiovascolari.
A cura di Paolo Fornengo e Massimo Porta per il Gruppo di Studio Complicanze Oculari
Barlovic DP, Harjutsalo V, Gordin D, Kallio M, Forsblom C, King G and Per-Henrik Groop on behalf of the FinnDiane Study Group. The Association of Severe Diabetic Retinopathy With Cardiovascular Outcomes in Long-standing Type 1 Diabetes: A Longitudinal Follow-up. Diabetes Care 2018;41:2487–2494. doi.org/10.2337/dc18-0476


