Non-mydriatic Fundus Retinography in Screening for Diabetic Retinopathy: Agreement Between Family Physicians, General Ophthalmologists, and a Retinal Specialist

A cura di Roberto Perilli, Massimo Porta e Paolo Fornengo

Frontiers in Endocrinology

Razionale ed obiettivo: Verificare la confrontabilità nella interpretazione di fotografie del fundus in retinopatia diabetica (RD) tra Medici di Medicina Generale (FP), Oculisti generici (GO), ed Oculisti Specialisti in Retina (RS).
Disegno e metodi: K-test per la concordanza tra 4 FP opportunamente formati, 2 GO ed un RS (gold standard) nell’interpretazione di retinografie non midriatiche a due campi di 397 occhi di 200 pazienti diabetici.
Risultati: Per la diagnosi di RD, la concordanza tra FP e RS (valore di k)è risultata compresa tra 0.56 e 0.71 (da moderata a sostanziale); tra GO e RS di 0.65 e 0.74 (sostanziale). Per la stadiazione, tra FP e RS tra 0.51 e 0.69 (da moderata a sostanziale); tra GO e RS di 0.60 e 0.71 (sostanziale). Per l’edema maculare, tra FP e RS tra 0.33 e 0.51 (da discreta a moderata); tra GO e RS di 0.27 e 0.43 (da discreta a moderata).
Conclusioni: La retinografia non midriatica a due campi è una metodica utile, non pericolosa ed eseguibile da personale anche non medico, opportunamente addestrato. Ciò permette di estendere lo screening per la RD anche a popolazioni socioeconomicamente e logisticamente svantaggiate, potendo delocalizzare il servizio. In Brasile, i FP seguono i pazienti diabetici e danno loro l’indicazione per l’esame del fundus. Stante la sostanziale sovrapponibilità della capacità diagnostica dei FP sia con i GO che con il RS quanto a diagnosi e stadiazione (riportata anche da altri studi), e la minore sovrapponibilità dei gruppi FP e GO rispetto al RS per l’edema maculare, ma – da notare – con analoghe capacità tra i due gruppi, gli Autori ritengono opportuno un coinvolgimento dei FP nello screening della RD, purché vengano garantiti una adeguata formazione iniziale, un aggiornamento periodico ed un controllo di qualità nella diagnostica.
Commento editoriale: Per diffondere la prevenzione anche ai livelli di base – negli ambulatori dei Medici di Medicina Generale -, ogni sforzo è utile, soprattutto nel momento attuale, in cui l’industria facilita molto la diagnostica, anche con apparecchi portatili. ARNO 2015 riportava un’attendance dei diabetici all’esame periodico del fundus dell’11% circa; le lista di attesa oculistiche attualmente ingovernabili rendono faticosa l’esecuzione ambulatoriale del fundus; la prossima uscita del fundus dai LEAsarà un ulteriore motivo di allontanamento dei pazienti dalla prevenzione della RD. Pertanto, sempre più stringente si fa la necessità di delocalizzare l’esame del fundus, di coinvolgere varie figure mediche e non (opportunamente addestrate e sottoposte a controlli di qualità) in una diagnostica che non è in ogni suo passaggio esclusiva dell’oculista, e di utilizzare una metodica moderna quale la teleretinografia, ormai dilagante in altri Paesi, foriera di innumerevoli aspetti positivi che tutti ben conosciamo ed immaginiamo. Pertanto, restituire il fundus per la RD al diabetologo – che ancora probabilmente possiede un oftalmoscopio diretto – ed affidare all’oculista le complicanze (pur consigliando sempre le visite oculistiche periodiche), allineerebbe l’Italia a Paesi ormai avanti in questa impostazione. Portare la diagnostica ai pazienti invece di aspettare che i pazienti vadano alla diagnostica rappresenterebbe un passaggio non solo eticamente ma anche professionalmente corretto.

A cura di Roberto Perilli, Massimo Porta e Paolo Fornengo per il Gruppo di Studio Complicanze Oculari del Diabete

Provetti Cunha L, Alvernaz Figuereido E, Pereira Araujo H, Ferreira Costa-Cunha LV, Ferreira Costa C, De Melo Costa Neto J, Mota Freitas Matos A, Machado de Oliveira M, Gomes Bastos M, Ribeiro Monteiro ML. Non-mydriatic Fundus Retinography in Screening for Diabetic Retinopathy: Agreement Between Family Physicians, General Ophthalmologists, and a Retinal Specialist. Frontiers in Endocrinology 2018(9):art251. doi: 10.3389/fendo.201800251