

Acta Diabetologica
Razionale ed obiettivo: Verificare l’effetto di vari gradi di attività fisica ricreativa (AFR) sullo sviluppo di stadi avanzati di retinopatia diabetica (SRD) da parte di pazienti diabetici di tipo 1.
Disegno e metodi: Analisi osservazionale prospettica su 10.7 anni di follow-up medio in 1612 pazienti arruolati nel Finnish Diabetic Nephropathy Study. SRD (sviluppata da 261 pazienti) è stata intesa come RD in stadio non proliferante grave, proliferante o di maculopatia necessitante di laser, come da registri di trattamento. È stato operato un aggiustamento per genere, durata, età all’insorgenza del diabete, funzionalità renale, BMI, trigliceridi e pressione arteriosa (PA). L’AFR è stata categorizzata per frequenza, intensità e durata.
Risultati: Partendo dall’incertezza che circonda l’effetto dell’AFR sulla RD, confortati dall’effetto benefico della stessa sulla nefropatia, e supponendo una analoga fisiopatologia microvascolare, gli Autori hanno ottenuto delle osservazioni che, pur non meritando di essere scolpite nella roccia, propongono alcuni spunti.
I pazienti meno sportivi erano (indovinate…) maschi, fumatori, con cattivo controllo glicemico e spesso obesi. I pazienti che hanno sviluppato SDR presentavano: età più giovane, PA più elevata, maggiore BMI, peggior profilo lipidico, HbA1c più elevata, più frequenti abitudine al fumo e terapia antiipertensiva.
Solo la frequenza dell’AFR (non la durata né l’intensità) si è rivelata correlata al ridotto sviluppo di SDR; su questo risultato sono risultati ininfluenti sesso, età di insorgenza del diabete e funzionalità renale; l’aggiustamento per trigliceridi, PA e BMI ha confermato l’effetto benefico (ma vanno tenuti presenti i gradevoli effetti che l’AFR ha su questo gruppo di fattori, che a loro volta sono implicati nella patogenesi della RD…), ma la significatività è crollata all’introduzione di abitudine al fumo e HbA1c.
Gli Autori aggiungono che, come per la nefropatia, anche per la RD un’attività eccessiva può essere peggiorativa.
Commento editoriale: Per onesta ammissione degli stessi Autori, lo studio risente di una serie di limitazioni; sicuramente, però, esso solleva un problema importante, e spinge ad aggiungere un motivo di riflessione in più sulla martellante apoteosi dell’esercizio fisico: lo studio ammette che funziona ma sul perché non se ne sa granché, e forse andrebbe studiata meglio la fisiopatologia dell’attività fisica nel nostro caso specifico. L’AFR da una parte regala un effetto globale sulla funzione cardiovascolare ed un’aumentata sensibilità all’insulina; ma dall’altra può indurre complicanze cardiovascolari da sforzo; un aspetto spesso trascurato, invece, è l’effetto (acuto, ma il più delle volte intenso e ripetuto) sull’idratazione (che di per sé è già un problema per i diabetici anche se stanno fermi): infatti lo studio riporta e conferma l’alert dell’ADA che sconsiglia l’attività fisica intensa a chi presenta RDNP grave o RP instabile. Sono descritti in letteratura sia i meccanismi per i quali la disidratazione può influire negativamente sulle condizioni cellulari e sull’autoregolazione della retina (1), sia l’influenza di un equilibrio corretto e costante tra le varie componenti dei fluidi corporei sulle condizioni della macula diabetica (2); tali aspetti andrebbero comunque tenuti presenti nel non consigliare a cuor leggero ed indiscriminatamente l’AFR ai nostri pazienti.
Prepariamoci allora, amici, a rivedere a pieno regime, con più caldo e meno COVID (si spera…), sessantenni con la pancetta (absit iniuria verbis) correre nei parchi o sulle spiagge, sudaticci e soddisfatti: a quelli che dopo la corsa si rivolgono a noi, facciamo capire che è necessario modus in rebus e, nello specifico, privilegiare, magari, la costanza rispetto all’intensità ed alla durata dello sforzo (non c’è una medaglia da conquistare…); ultima, ma non trascurabile, la raccomandazione di idratarsi adeguatamente: senza questo modus la retina potrebbe anche, alla lunga, rifiutarsi di avvisare quando, correndo, si sta per mettere un piede in fallo...
(1) Sherwin JC, Kocavec J, Thornton SN. Hydration, fluid regulation and the eye: in health and disease. Clin Exp Ophthalmol 2015 Nov;43(8):749-64. doi: 10.1111/ceo.12546.
(2) Tsai MJ, Cheng CK, Wang YC. Association of Body Fluid Expansion With Optical Coherence Tomography Measurements in Diabetic Retinopathy and Diabetic Macular Edema. Investigative Ophthalmology & Visual Science August 2019, Vol.60, 3606-3612. doi: doi.org/10.1167/iovs.19-27044
A cura di Roberto Perilli, Paolo Fornengo e Massimo Porta per il Gruppo di Studio sulle Complicanze Oculari della SID
Tikkanen-Dolenc H, Wadén J, Forsblom C, Harjutsalo V, Thorn LM, Saraheimo M, Elonen N, Hietala K, Summanen P, Heikki O HO, Groop PH, Finn Diane Study Group. Frequent physical activity is associated with reduced risk of severe diabetic retinopathy in type 1 diabetes. Acta Diabetol 2020 May;57(5):527-534. DOI: 10.1007/s00592-019-01454-y


