
Expert Review of Endocrinology and Metabolism
Background ed obiettivo del lavoro: I fattori di rischio per la RD sono tanti e raramente verificati tutti insieme, anche se si influenzano a vicenda. Una migliore collaborazione tra stakeholders, legata ad una diffusione dello screening fotografico, potrebbe ridurre l’impatto della patologia sulla visione.
Metodi e risultati principali: L’articolo, basato su una revisione della letteratura dal 2000, riporta i fattori di rischio per la progressione della RD:
- Lesioni di partenza: mantengono importanza la regola ETDRS del 4:2:1, la conta dei microaneurismi e la mono- (evoluzione più lenta) o bilateralità (più rapida) della RD;
- Controllo intensivo della glicemia: possibile un peggioramento precoce (a 3-6 mesi), soprattutto con preesistente RD, ma si hanno migliori outcomes a lungo termine;
- Ipertensione arteriosa: in trials recenti, l’importanza del suo stretto controllo sullo sviluppo di complicanze gravi è stato molto ridimensionato;
- Durata del diabete: resta un fattore fondamentale, soprattutto nei molto giovani con insorgenza nei primi anni di vita;
- Etnia: i non-Caucasici sono ovunque più colpiti, soprattutto per le forme gravi, ma altri fattori possono contribuire (durata, controllo);
- Lipidi sierici: associazione modesta per trigliceridi e colesterolo, di crescente interesse per alcune lipoproteine;
- Fumo: importanza ridimensionata, statisticamente influenzata dalla mortalità per fumo;
- Età: in generale, nel tipo 1 una bassa età di insorgenza favorisce le forme gravi; nel 2, la progressione è associata con l’età più avanzata;
- Genetica: pare avere un ruolo;
- Gravidanza: fattore di rischio sia indipendente che associato ad uno o più dei precedenti;
- Funzionalità renale: l’associazione non è costante, ma una riduzione dell’eGFR e il rapporto albumina/creatinina appaiono predittori di forme più gravi di RD;
- Vasi retinici: diametro largo associato con nefropatia; nel tipo 1, altri parametri morfologici con nefropatia e RD;
- Frequenza dei controlli del fundus: più è bassa (soprattutto giovani scompensati ed ipertesi, e poveri), più si associa a forme gravi;
- Apnee notturne: bassa saturazione di ossigeno si associa a forme gravi di RD;
- Anemia: accelera la RD, soprattutto dopo fotocoagulazione.
L’Autore cita un HTA1 nel quale viene ricavata una formula predittiva dell’evoluzione a forme gravi di RD che tiene conto di HbA1c, durata del diabete, colesterolemia totale, creatinina sierica; non vengono (ancora) presi in considerazione gli altri parametri sopra citati, soprattutto per la frequente difficoltà del loro reperimento (anche in Gran Bretagna, dove lo screening fotografico è praticamente nato; ma si fa in Scozia); ribadisce, inoltre, l’importanza di recuperare i non-attenders, perché sono loro che generalmente peggiorano maggiormente.
Le considerazioni finali sono da manuale: da un realistico ed universale “In modern medicine, many clinicians work in specialist areas that do not look at an individual as a whole” discende una serie di punti su cui riflettere, dal peso dell’ossessione per la privacy, alla qualità e scambiabilità dei dati, alla scarsa attenzione alla diffusione dello screening per la RD, che Voi lettrici/lettori del Journal conoscete bene...
1Scanlon PH, Aldington SJ, Leal J, et al. Development of a cost-effectiveness model for optimisation of the screening interval in diabetic retinopathy screening. Health Technol Assess. 2015 Sep;19(74):1–116
A cura di Roberto Perilli e Paolo Fornengo per il Gruppo di Studio delle Complicanze Oculari del Diabete
Scanlon PH. Improving the screening of risk factors in diabetic retinopathy. Expert Review of Endocrinology and Metabolism. DOI: doi.org/10.1080/17446651.2022.2078305


