Cell Metabolism
Background: E' noto ormai da tempo che esiste un’ampia variabilità di presentazione delle complicanze e delle patologie associate all’obesità.
Metodi: in questo studio, gli Autori hanno confrontato la compromissione a livello di vari organi e tessuti in venti adulti con obesità definiti “metabolicamente sani” (MHO, Metabolic Healthy Obesity, che avevano normali livelli di glicemia e trigliceridemia, normale tolleranza glucidica, contenuto lipidico intraepatico e sensibilità insulinica sistemica), venti adulti con obesità ed alterazioni della sindrome metabolica (MUO, Metabolic Unhealthy Obesity, con prediabete, steatosi epatica, insulino-resistenza), e quindici adulti normopeso metabolicamente sani.
Risultati: Gli individui con MHO, rispetto a quelli con MUO, presentavano: (1) il 40% in meno di tessuto adiposo intra-addominale; (2) livelli plasmatici protettivi sulla dislipidemia aterogenica, compresa la diminuzione del colesterolo VLDL, delle LDL piccole e dense, e l’aumento delle concentrazioni di apolipoproteina B e colesterolo HDL; (3) una differente biologia muscolare scheletrica (ridotto contenuto di ceramidi e aumentata espressione di geni coinvolti nel catabolismo degli aminoacidi ramificati e della struttura e funzione mitocondriali; (4) una differente biologia del tessuto adiposo (ridotta espressione di geni coinvolti nell’infiammazione e nel rimodellamento della matrice extracellulare ed aumentata espressione di geni che regolano la lipogenesi; (5) ridotti livelli di glicemia, acidi grassi liberi e trigliceridi nelle 24-h; (6) livelli plasmatici di adiponectina più elevati e ridotte concentrazioni dell’inibitore dell’attivatore del plasminogeno-1 (PAI-1); (6) diminuzione dello stress ossidativo. Al contrario, i due gruppi mostravano nessuna differenza nella funzionalità renale, concentrazione plasmatica di glucagone nelle 24 ore, pressione arteriosa, rigidità arteriosa e soprattutto nella struttura/funzione cardiaca o fitness cardiorespiratoria.
Conclusioni e commento editoriale: Il concetto di obesità metabolicamente sana è stato fortemente dibattuto negli ultimi anni, soprattutto per motivi legati alla difficoltà di attribuire la definizione di “non malattia” ad una entità, come l’obesità, che di per se è foriera di molte complicanze e patologie associate. Di fatto, seppur con ridotta presenza di anomalie metaboliche in presenza di un continuo surplus energetico, i pazienti con obesità definiti “sani” sono comunque fortemente a rischio di complicanze legate alla patologia obesità “per se”. Questo studio ha dimostrato, infatti, che negli individui definiti “metabolicamente sani” si assiste comunque allo sviluppo delle medesime alterazioni nella struttura e nella funzione cardiovascolare osservate nei soggetti con obesità complicata, sottolineando come l’obesità, indipendentemente da altre alterazioni metaboliche, sia associata ad un aumento del rischio di scompenso cardiaco con frazione di eiezione conservata (HFpEF), che rappresenta la forma più comune di insufficienza cardiaca in tutti i pazienti con obesità. L’accettazione della definizione di obesità sana potrebbe comportare significativi ritardi nell’intraprendere qualsiasi intervento terapeutico.
A cura di Danila Capoccia
Petersen MC, Smith GI et al. Cardiometabolic characteristics of people with metabolically healthy and unhealthy obesity. Cell Metab. 2024 Apr 2;36(4):745-761.e5. doi: 10.1016/j.cmet.2024.03.002
Graphical Abstract



