Comparison on cognitive outcomes of antidiabetic agents for type 2 diabetes: A systematic review and network meta‐analysis

A cura di Luca D'Onofrio

Diabetes/Metabolism Research and Reviews

Background e obiettivo del lavoro: Diversi studi hanno valutato l'impatto delle attuali terapie per il diabete mellito tipo 2 (DM2) sullo sviluppo del decadimento cognitivo, complicanza emergente del DM2. Questa revisione sistematica e network metanalisi ha l'obiettivo di paragonare gli effetti dei farmaci ipoglicemizzanti in termini di “outcomes” cognitivi.
Metodi e risultati principali: La ricerca ha incluso traial clinici randomizzati (RCT) e studi osservazionali, pubblicati fino a luglio 2022 includendo le seguenti classi di farmaci: sulfaniluree, tiazolidinedioni (TZD), meglitinide, inibitori del dipeptidil peptidase‐4 (DPP‐4i), agonisti recettoriali del glucagon like peptide‐1 (GLP‐1RA), metformina, inibitori della glucosidasi, inibitori del trasportatore renale del glucosio SGLT-2 (SGLT‐2i) o insulina. Nella analisi sono stati inclusi ventisette studi, di cui 3 RCT, 19 studi di coorte e 5 studi caso-controllo.
I soggetti che assumevano terapia ipoglicemizzante mostravano un rischio ridotto di decadimento cognitivo. In particolare, gli SGLT2i e i TZD riducevano significativamente il rischio di decadimento cognitivo, mentre le Sulfaniluree lo aumentavano. Per quanto riguarda la demenza, invece sia SGLT-2i (OR 0.41 [95% CI 0.22–0.76]), GLP-1RA (OR 0.34 [95% CI 0.14–0.85]), TZD (OR 0.60 [95% CI 0.51–0.69]) e DPP-4i (OR 0.78 [95% CI 0.61–0.99]) sono stati associati ad una riduzione del rischio a differenza delle sulfaniluree (OR 1.43 [95% CI 1.11–1.82]) che lo aumentavano. Infine, la network metanalisi ha riscontrato che gli SGLT-2i, GLP-1RA e TZD sono risultati significativamente superiori rispetto alle altre classi nel ritardare il deterioramento cognitivo.
Conclusioni e commento editoriale: Questa ampia metanalisi, effettuata con dati aggiornati, ha evidenziato come primo risultato importante che i soggetti che hanno intrapreso qualsiasi trattamento ipoglicemizzante hanno mostrato dei risultati migliori rispetto ai soggetti non trattati. Il secondo risultato, è che gli attuali farmaci indicati in prima linea dalle nostre linee guida hanno un potenziale effetto positivo anche sulla performance cognitiva. Questo dato rafforza l’indicazione all’uso precoce di questi farmaci per sfruttarne al massimo gli effetti extra-glicemici. Dati rilevanti sono stati ottenuti anche per i TZD, classe di farmaci a volte non utilizzata nelle sue piene potenzialità.

A cura di Luca D'Onofrio

Tian S, Jiang J et al. Comparison on cognitive outcomes of antidiabetic agents for type 2 diabetes: A systematic review and network meta‐analysis. Diabetes Metab Res Rev. 2023 Oct;39(7):e3673. Doi: doi.org/10.1002/dmrr.3673