
Frontiers in Clinical Diabetes and Healthcare
Background e obiettivo del lavoro: L’esercizio fisico è una pietra angolare importante nella terapia per il diabete di tipo 2 (T2D). Tuttavia, gli studi dimostrano che la maggior parte delle persone affette da T2D non si esercita regolarmente. Le ragioni addotte per spiegare perché gli obiettivi dell’esercizio non vengono raggiunti sono varie e includono barriere fisiologiche, psicologiche, sociali, culturali e ambientali alla pratica dell’esercizio. Sebbene molte di queste siano teoricamente note, nella pratica clinica quotidiana non è sempre possibile lavorare per eliminarle.
Gli autori di questa revisione narrativa hanno esaminato alcune tipologie di barriere (nuove o tradizionalmente note) all’esercizio fisico, e presentano prove su nuovi interventi o soluzioni attuabili per superare le barriere per aumentare l’esercizio e l’attività fisica in tutte le persone con prediabete e T2D.
Metodi e risultati principali: In questa revisione narrativa, gli autori hanno esplorato i quadri fisiologici e sociali che sottendono le varie barriere all'esercizio fisico nel T2D, distinguendo tra barriere fisiologiche, barriere psicologiche, barriere sociali e culturali e barriere ambientali. Per ciascun gruppo gli autori propongono delle possibili soluzioni.
Barriere fisiologiche
Ridotta capacità cardiorespiratoria e maggiore sforzo percepito sono tra le principali barriere fisiologiche all’esercizio. Gli individui (in particolare le donne) sedentari con T2D hanno mostrato un picco di VO2 inferiore del 20% rispetto ai controlli (senza diabete) simili per età e attività fisica praticata, indipendentemente dal controllo glicemico.
Seppur note le limitazioni dell’utilizzo della percezione dello sforzo (RPE) durante l’esercizio nel T2D, l’aumento di tale indicatore rispetto alle persone senza diabete rimane una barriera fisiologica all’esercizio fisico. Questa differenza di percezione è poco compresa e sono necessarie ulteriori ricerche per identificare i meccanismi per spiegare questo fenomeno.
Per queste due barriere, gli autori suggeriscono delle possibili soluzioni: migliorare la capacità cardiorespiratoria attraverso l'allenamento e attraverso l’uso dei cosiddetti farmaci esercizio-mimetici.
Barriere psicologiche
La percezione della propria motivazione (in particolare autoefficacia) riflette componenti del comportamento di autoregolamentazione, ovvero la capacità di regolare il comportamento attraverso l'automonitoraggio, il giudizio del comportamento in relazione agli standard personali e ambientali e l'adeguamento appropriato dei comportamenti per raggiungere gli obiettivi. Tale comportamento è un obiettivo da perseguire per superare le barriere psicologiche all’esercizio. In questo può aiutare molto l’utilizzo della tecnologia (activity tracker, monitoraggio continuo della glicemia, ecc…), insieme al supporto dei medici e delle figure che compongono il team sanitario che, come noto, influenzano le convinzioni ed i comportamenti dei loro pazienti. Gli autori sottolineano anche come la compagnia di animali domestici, in particolare i cani, determini un maggior livello di attività fisica praticata. Tale incremento agisce positivamente anche su altre barriere psicologiche quali alcuni disturbi di salute mentale come depressione e ansia.
Barriere sociali e culturali
Gli autori riportano come una percentuale tra il 9-29% delle persone con T2D segnali la mancanza di supporto sociale come un ostacolo all’esercizio fisico, in particolare le donne influenzate dalle norme culturali. Fattori come -ad esempio- il senso di colpa associato al “mettere se stessi al primo posto”, le responsabilità familiari, la lingua o l’abbigliamento rappresentano ostacoli all’esercizio fisico per le persone affette da T2D e per quelle a rischio in tutto il mondo. Per fronteggiare queste barriere gli autori sottolineano l’importanza e la necessità di mettere in atto interventi culturalmente competenti per migliorare i comportamenti di esercizio fisico e di autogestione per le persone con T2D, in particolare le donne.
Barriere ambientali
La mancanza di risorse in un'area influisce sullo stato socioeconomico dei suoi residenti e può avere un impatto su vari determinanti sociali della salute (reddito, condizioni abitative, ambiente di vita, istruzione e occupazione), oltre ad avere un impatto sul controllo glicemico. Le opportunità di attività fisica svolgono un ruolo cruciale in questa interazione. Le persone con T2D devono affrontare diversi ostacoli all’attività fisica a causa dell’ambiente edificato (si pensi a fattori quali la scarsa sicurezza delle strade e dei quartieri) e di difficoltà negli spostamenti per raggiungere strutture/programmi per l’esercizio fisico. Anche le variazioni meteorologiche e stagionali influiscono sull’attività fisica delle persone con T2D: le condizioni meteorologiche estreme influenzate dai cambiamenti climatici (inquinamento atmosferico, disastri naturali e temperature estreme) hanno ulteriormente ridotto i livelli di attività fisica, maggiormente nelle persone con malattie croniche, come il T2D. La progettazione di ambienti edificati per incoraggiare l’attività fisica viene proposta come una soluzione che può influire positivamente sia sui livelli di attività fisica praticata che sul contributo sociale alla prevenzione del cambiamento climatico (si pensi alla riduzione dell’uso di combustibili fossili attraverso l’implementazione di modalità di trasporto attivo, quali il cammino e il ciclismo).
Conclusioni e commento editoriale: Sebbene negli ultimi anni l’attenzione dei ricercatori si sia ulteriormente focalizzata su queste tematiche, lo studio delle barriere che impediscono ai pazienti di adottare uno stile di vita attivo e partecipare a programmi di esercizio fisico rimane un obiettivo primario di ricerca. E’parimenti importante che allo sviluppo delle conoscenze teoriche corrisponda una fase applicativa nella pratica clinica. A livello clinico, infatti, l’identificare tempestivamente queste barriere può aiutare gli operatori sanitari a proporre soluzioni maggiormente efficaci e su misura per migliorare la compliance del paziente con T2D. Solamente riflettendo insieme al paziente sull’esistenza di queste barriere e guidarlo nel riconoscerle può condurre al superamento delle stesse, facendo in modo che non si ripresentino più!
A cura di Carmine Giuseppe Fanelli, Roberto Pippi
Thielen SC, B. Reusch JE, Regensteiner JG. A narrative review of exercise participation among adults with prediabetes or type 2 diabetes: barriers and solutions. Frontiers in Clinical Diabetes and Healthcare, 4. Doi: doi.org/10.3389/fcdhc.2023.1218692
Graphical Abstract



