The effect of chronic high-intensity interval training programs on glycaemic control, aerobic resistance, and body composition in type 2 diabetic patients: a meta-analysis

A cura di Carmine Giuseppe Fanelli e Roberto Pippi

Journal of Endocrinological Investigation

Background e obiettivo del lavoro: E’ noto come il trattamento del diabete di tipo 2 (DM2) debba essere multidisciplinare, con l’obiettivo – tra gli altri-di mantenere il controllo glicemico attraverso una dieta personalizzata ed equilibrata ed un adeguato programma di esercizio fisico. Riguardo quest’ultimo, negli ultimi anni si sta diffondendo l’High Intensity Interval Training (HIIT), una tipologia di allenamento che prevede intervalli ad alta intensità. Attualmente non è noto un protocollo HIIT standardizzato per la persona con DM2 e ciò espone a risultati diversi degli studi che si sono occupati di questi aspetti. Tuttavia è noto come una singola sessione di HIIT migliori il controllo glicemico in acuto, aumentando la traslocazione e l’espressione di GLUT4 nella membrana cellulare e aumentando quindi l’assorbimento del glucosio. Inoltre, secondo alcuni autori, tale metodica di allenamento induce una diminuzione dell'apporto calorico (riducendo i livelli di grelina e aumentando la secrezione di  ormoni incretinici, come il GLP 1 e il peptide Y, che provocano una maggiore sensazione di sazietà), oltre a favorire la liberazione delle miochine. Tutto ciò potrebbe spiegare la riduzione della percentuale di massa grassa e della circonferenza vita (CV) nei soggetti che praticano HIIT. Gli autori di questo articolo si sono posti l’obiettivo di valutare se questa tendenza venga confermata anche quando l’HIIT viene eseguito in modalità cronica e gli effetti sulla resistenza aerobica e sulla composizione corporea in soggetti di età superiore a 18 anni con DM2.  
Metodi e risultati principali: Gli autori hanno preparato questa metanalisi includendo articoli  di studi con partecipanti maggiorenni, con diagnosi di DM2 e disponibili all'attività fisica, con interventi che prevedevano HIIT non combinato con altri allenamenti o interventi nutrizionali, che prevedessero come risultati almeno una tra le seguenti variabili: misurazioni pre-test e post-test di HbA1c, fasting blood glucose (FBG), fasting blood insulin (FBI), HOMA 1-IR, VO2max, VO2peak, percentuale di grasso corporeo, massa magra e CV.
Dei 2817 studi inizialmente individuati, gli autori hanno selezionato 180 articoli, estraendo anche informazioni dettagliate sul protocollo di esercizio (ad esempio: schema di movimento, durata dell'intervento, frequenza settimanale, intensità e durata dell'intervallo di allenamento, riposo, intensità e durata della fase di allenamento aerobico continuo).
Quando l’HIIT è stato confrontato con un gruppo di controllo, la meta-analisi tra i gruppi ha mostrato miglioramenti significativi nelle variabili di controllo glicemico (HbA1c, FBG, FBI e HOMA 1-IR). Rispetto al gruppo di controllo, resistenza aerobica, massa grassa e WC sono migliorate con l’HIIT; la massa magra è rimasta invariata. Inoltre, l'analisi dei sottogruppi di HIIT [gli autori hanno incluso anche i risultati legati alla somministrazione di varie tipologie di HIIT, tra cui quelli ad intervalli brevi (SI-HIIT) e con intervalli di sprint (SIT-HIIT)] ha evidenziato come SI-HIIT e SIT-HIIT  abbiano mostrato un vantaggio in termini di FBG rispetto ad altre tipologie di HIIT e come SIT-HIIT sia risultato vincente nel miglioramento di HOMA 1-IR. Non sembrano invece essere emerse differenze tra i tipi di HIIT in nessuno dei confronti per la resistenza aerobica e la percentuale di grasso.
Conclusioni e commento editoriale: Il presente studio ha dimostrato che nelle persone con DM2 i protocolli HIIT sono efficaci nel migliorare HbA1c, FBG, FBI, HOMA 1-IR, VO2max, VO2peak, percentuale di grasso corporeo e CV. In particolare, i risultati derivanti dall’applicazione di protocolli SI-HIIT e SIT-HIIT potrebbero essere migliori rispetto agli altri tipi di HIIT nel ridurre il FBG, e SIT-HIIT potrebbe essere migliore nella diminuzione di HOMA 1-IR. E bene evidenziare però come questi ultimi risultati siano emersi da studi con dimensioni del campione più ridotte. Sebbene questa modalità di allenamento si sia dimostrata efficace, è opportuno a nostro avviso rimarcare l’importanza del fatto che la decisione sulla raccomandazione della tipologia, della durata, della frequenza e dell’intensità dell’esercizio spetta ad un team multidisciplinare in grado di individualizzarla e adattarla alla storia medica e allo stato funzionale di ciascun soggetto, tenendo in opportuna considerazione rischi e benefici della raccomandazione.

A cura di Carmine Giuseppe Fanelli, Roberto Pippi

Arrieta-Leandro MC, Moncada-Jiménez J, Morales-Scholz MG, Hernández-Elizondo J. The effect of chronic high-intensity interval training programs on glycaemic control, aerobic resistance, and body composition in type 2 diabetic patients: a meta-analysis. Journal of Endocrinological Investigation. 2023 Jul 15. doi: 10.1007/s40618-023-02144-x