Semaglutide in Patients with Obesity-Related Heart Failure and Type 2 Diabetes

A cura di Lorenza Santoni e Lorenzo Nesti

The New England Journal of Medicine

Background e obiettivi: L’insufficienza cardiaca a frazione di eiezione preservata (HFpEF) sta diventando la patologia cardiaca più frequente tra i pazienti con diabete ed obesità. C’è un ruolo per gli agonisti del recettore del GLP1?
Metodi e risultati principali: Lo studio STEP-HFpEF DM è uno studio in doppio cieco randomizzato con semaglutide vs placebo in pazienti con obesità, diabete e HFpEF. Sono stati randomizzati 616 pazienti a placebo o semaglutide 2.4 mg per 54 settimane; da notare che circa un terzo dei pazienti assumeva SGLT2-inibitori. Gli obiettivi primari dello studio erano la riduzione dei sintomi valutata tramite il questionario Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire clinical summary score (KCCQ-CSS) e la riduzione di peso; venivano inoltre valutati la tolleranza agli sforzi con il test del cammino, gli indici di flogosi e gli eventi cardiovascolari. Nel braccio assegnato a semaglutide si è osservato un netto miglioramento dei sintomi (KCCQ-CSS 13.7 vs 6.4, differenza 7.3 punti; P<0.001), una maggiore tolleranza agli sforzi (+14 m, p=0.0008) e un maggior calo ponderale (-9.8% vs -3.4% p<0.001) e degli indici di flogosi rispetto al placebo. Inoltre, si osservava una riduzione degli eventi cardiovascolari con semaglutide (P<0.001).
Conclusioni e commento editoriale: E' noto che i pazienti con diabete soffrono più frequentemente di HFpEF e ne hanno maggiori sintomi e peggiori outcomes. Al momento solamente gli SGLT2-inibitori hanno dimostrato di poter modificare la storia clinica di questi pazienti. Il presente studio ha evidenziato come la semaglutide porti a una riduzione dei sintomi e delle limitazioni fisiche in una coorte di pazienti obesi e diabetici con HFpEF. Ha inoltre mostrato una riduzione degli indici di flogosi e una riduzione degli eventi cardiovascolari, compresi i ricoveri per scompenso. La novità dello studio è che estende ai pazienti con diabete e scompenso i benefici osservati sugli outcome in pazienti senza diabete. Inoltre, suggerirebbe che tali benefici possano essere additivi a quelli legati alla terapia con SGLT2-inibitori, che i pazienti di qeusto trial già stavano assumendo. Inoltre, si è osservato un effetto benefico sui sintomi e sulle riacutizzazioni nonostante un minore calo ponderale (40% in meno rispetto allo STEP-HFpEF trial in pazienti senza T2D). È noto che la perdita di peso si associa ad un miglioramento della tolleranza agli sforzi ed ai sintomi di scompenso; gli autori suggeriscono che l’effetto della semaglutide possa essere indipendente dal calo ponderale per possibili benefici sulla funzione vascolare, muscolare e mitocondriale. Questo studio pone un nuovo punto di vista sulla terapia con agonisti del recettore del GLP1 che stanno accumulando dati a sostegno del loro beneficio nello scompenso cardiaco.

A cura di Lorenza Santoni, Lorenzo Nesti

Kosiborod MN, Petrie MC et al. Semaglutide in Patients with Obesity-Related Heart Failure and Type 2 Diabetes. N Engl J Med. 2024 Apr 6. Doi: 10.1056/NEJMoa2313917