Diabetologia
Intro: I pazienti con diabete hanno un elevato rischio cardiovascolare nonostante si raggiungano valori di colesterolo LDL a target, chiamato rischio residuo. I motivi sono poco noti.
Metodi: 22 pazienti in terapia statinica, 11 con T2D e 11 senza, sono stati sottoposti a pasto ricco in lipidi standard e successiva misura di lipoproteine plasmatiche con [D3]leucina per studiare il metabolismo post-prandiale delle lipoproteine. I pazienti con diabete mostravano chilomicroni e Apo-B48 in concentrazioni doppie rispetto ai controlli, dovute ad una combinazione di aumentata produzione e di ridotta clearence di queste particelle.
Conclusioni e commento editoriale: Non è chiaro se i trigliceridi sono causa diretta di malattia aterosclerotica. Questo studio, sebbene piccolo, suggerisce che una parte di rischio residuo sia secondario all’alterato metabolismo delle lipoproteine nella fase post-prandiale, con un accumulo di particelle ricche di trigliceridi e dei loro metaboliti. Queste alterazioni infatti non sarebbero evidenti dal profilo lipidico a digiuno, e se consideriamo che nella società occidentale passiamo oltre il 50% del nostro tempo di veglia in fase post-prandiale, è evidente che ciò potrebbe avere un peso non secondario sulla patogenesi dell’aterosclerosi.
A cura di Lorenzo Nesti
Taskinen MR, Matikainen N et al. Contribution of intestinal triglyceride-rich lipoproteins to residual atherosclerotic cardiovascular disease risk inindividuals with type 2 diabetes on statin therapy. Diabetologia. Doi: doi.org/10.1007/s00125-023-06008-0


