CT-derived fractional fow reserve for prediction of major adverse cardiovascular events in diabetic patients

A cura di Lorenzo Nesti

Cardiovascular Diabetology

Background e obiettivo del lavoro: I pazienti con diabete hanno un rischio aumentato di malattia coronarica; la TC coronarica è usata per identificare la malattia coronarica, ma può anche predire chi è a maggior rischio di eventi acuti?
Metodi e risultati principali: Sono stati arruolati e sottoposti a TC coronarica 1979 pazienti con diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare intermedio; il protocollo prevedeva oltre allo studio del lume coronarico, anche lo studio delle caratteristiche di placca aterosclerotica ad alto rischio e la misura semiquantitativa dell’entità emodinamica della stenosi tramite la tecnica del fractional flow reserve (FFR). Il follow-up clinico è stato di 3 anni in media. È stato analizzato il potere predittivo di diverse combinazioni di parametri clinici e di imaging: HbA1c e le caratteristiche di placca aterosclerotica ad alto rischio o con stenosi si sono rivelati i predittori maggiori. L’aggiunta di FFR migliorava significativamente la capacità predittiva di eventi cardiovascolari.
Conclusioni e commento editoriale: I pazienti con diabete hanno un rischio doppio di sviluppare coronaropatia e cardiopatia ischemica rispetto ai non-diabetici, con prognosi peggiore. Quasi tutti pazienti diabetici hanno una probabilità pre-test per coronaropatia almeno intermedia, indipendentemente da alterazioni ECG, ecocardiografiche o sintomi. È quindi molto difficile individuare coloro che sono a rischio elevato di avere un evento cardiovascolare e che quindi beneficerebbero di interventi terapeutici più aggressivi. Tuttavia, non è possibile sottoporre a coronarografia tutta la popolazione. In questi casi, le linee-guida europee ESC suggeriscono di eseguire una TC coronarica, che ha un ottimo potere predittivo negativo: se le coronarie sono sane, il rischio è basso. Questo studio utilizza il metodo non invasivo del FFR (una misura funzionale di stenosi) che solitamente viene eseguita in sede di coronarografia in caso di restringimento di dubbia entità. Il risultato principale mostra come lo studio non-invasivo combinato dell’anatomia e dell’emodinamica coronarica sia in grado di individuare coloro ad altissimo rischio di eventi cardiovascolari con elevata precisione. Vista l’indicazione posta dalle recenti linee-guida, la quantità ragionevole di radiazioni ionizzanti necessarie, e la disponibilità sempre più capillare di TC coronarica, sarebbe buona pratica richiedere questo esame a tutti i pazienti a rischio CV almeno intermedio: probabilmente salveremmo molte vite e ci aiuterebbe a “personalizzare” molte terapie. Da notare anche come il compenso glicemico sia associato a aterosclerosi coronarica, un buon memorandum che ci ricorda, oltre agli altri fattori di rischio cardiovascolare, di quanto sia effettivamente importante controllare bene la glicemia nel diabete.

A cura di Lorenzo Nesti

Lan Z, Ding X  et al. CT-derived fractional fow reserve for prediction of major adverse cardiovascular events in diabetic patients. Cardiovasc Diabetol 22, 65 (2023). Doi: doi.org/10.1186/s12933-023-01801-y