Safety of low weight gain or weight loss in pregnancies with class 1, 2, and 3 obesity: a population-based cohort study

A cura di Cristina Bianchi

Lancet

Introduzione: Le raccomandazioni relative all’incremento di peso in gravidanza per le donne con obesità sono attualmente oggetto di dibattito, si discute infatti sull’eventuale necessità di rivalutare i limiti di incremento di peso anche in relazione al grado di obesità materna. In questo studio è stata valutata la sicurezza di aumento di peso gestazionale inferiore alle attuali raccomandazioni o della perdita di peso nelle donne con obesità in gravidanza; è stato inoltre valutato se siano necessarie linee guida separate per le diverse classi di obesità.
Partecipanti e metodi: Studio di popolazione, basato su utilizzato dei dati di cartelle cliniche elettroniche dell'area di Stoccolma-Gotland che ha preso in esame donne con obesità (BMI all'inizio della gravidanza prima della 14a settimana di gestazione ≥30 kg/m²) in gravidanza singola tra gennaio 2008 e dicembre 2015. I registri delle gravidanze sono stati collegati ai dati del registro sanitario nazionale svedese fino al 31 dicembre 2019. È stato calcolato l'aumento di peso gestazionale come l'ultimo peso misurato prima o al momento del parto meno il peso all'inizio della gravidanza (a <14 settimane di gestazione), e standardizzato per età gestazionale in z-score. E’ stata valutata mediante regressione di Poisson l'associazione fra z score dell’incremento ponderale in gravidanza e un outcome materno-fetale avverso composito (mortalità neonatale, morte infantile, grande per l'età gestazionale e piccolo per età gestazionale alla nascita, parto pretermine, parto cesareo non programmato, diabete gestazionale, preeclampsia, eccesso di ritenzione di peso postpartum e malattia cardiometabolica materna a lungo termine di nuova insorgenza dopo la gravidanza), ponderati per tenere conto della gravità dell’evento. E’ stato inoltre calcolato il tasso di rischio (RR) per outcome avverso composito nel continuum di z score dell’aumento di peso, rispetto all’attuale limite inferiore di riferimento per l'aumento di peso raccomandato in gravidanza (IOM; 5 kg a termine). RR sono stati aggiustati per fattori confondenti (età materna, altezza, parità, BMI all'inizio della gravidanza, abitudine al fumo all'inizio della gravidanza, malattie cardiovascolari o diabete prima della gravidanza, istruzione, stato di convivenza e paese nordico di nascita).
Risultati: Sono stati valutati i dati di 15.760 gravidanze complicate da obesità, seguite per una media di 7,9 anni (IQR 5,8–9,4); 11.667 (74,0%) presentavano obesità di classe 1, 3160 (20,1%) obesità di classe 2 e 933 (5,9%) obesità di classe 3. Tra queste gravidanze, rispettivamente 1623 (13,9%), 786 (24,9%) e 310 (33,2%) hanno avuto un aumento di peso durante gravidanza al di sotto del limite inferiore della raccomandazione IOM (5 kg). Nelle gravidanze con obesità di classe 1 o 2, valori di aumento di peso in gravidanza inferiori al limite inferiore della raccomandazione IOM o perdita di peso non hanno aumentato il rischio dell'esito composito avverso (ad es., con aumento di peso z-score –2·4, corrispondente a 0 kg a 40 settimane: RR aggiustato 0,97 [IC 95% 0,89–1,06] nell’obesità di classe 1 e 0,96 [0,86–1,08] nell’obesità di classe 2). Nelle gravidanze con obesità di classe 3, un aumento di peso inferiore al limite IOM o la perdita di peso erano associati a un ridotto rischio di eventi avversi (ad esempio, RR aggiustato 0,81 [0,71–0,89] con aumento di peso z-score –2.4, o 0 kg).
Conclusioni e commento editoriale: I risultati di questo studio dimostrano che in tutte le classi di obesità, un incremento ponderale in gravidanza inferiore al minimo raccomandato (5 Kg), compresa la perdita di peso, non si associa ad aumento del rischio di outcome materno-fetali avversi rispetto all’incremento di peso minimo raccomandato. Inoltre, nell'obesità di classe 3, un aumento di peso inferiore a quello raccomandato si associa a un minor rischio di outcome avversi materno-fetali.  Questi risultati suggeriscono che un minimo aumento di peso o la perdita di peso nelle donne in gravidanza affette da obesità è sicura e che potrebbe anche essere utile in caso di obesità di classe 3, purché venga sempre garantito un adeguato apporto nutrizionale materno. Inoltre, suggeriscono la necessità di rivedere le raccomandazioni sull’incremento ponderale in gravidanza in presenza di obesità, con indicazioni distinte per classe di obesità.

A cura di Cristina Bianchi

Johansson K, Bodnar LM et al. Safety of low weight gain or weight loss in pregnancies with class 1, 2, and 3 obesity: a population-based cohort study. Lancet 2024 Mar 28: S0140-6736(24)00255-1. doi: 10.1016/S0140-6736(24)00255-1