

Diabetologia
Background e obiettivo del lavoro: L’interesse per i fattori solubili coinvolti nel checkpoint immunitario (sICM) e il loro ruolo nel bloccare l’eccesso di risposta dei linfociti T in varie malattie sta aumentando notevolmente, ma sul diabete di tipo 1 (T1D) si conosce ancora poco. Peraltro, nel T1D mancano ad oggi biomarkers immunitari specifici da utilizzare come target per rallentare lo sviluppo della malattia. Scopo di questo studio è stato misurare i livelli di sICM nei bambini con autoanticorpi positivi (AAb+) per identificare fattori immunitari circolanti collegati alla progressione della malattia.
Metodi e risultati principali: Tramite analisi Bioplex, è stato effettuato il dosaggio di sICM nel siero di bambini AAb+ (n=57) e confrontati con quelli di bambini con T1D di recente insorgenza (n=79), e di bambini sani (n=44) provenienti da 2 coorti (lABIS e preT1D-UNINA). I bambini sono stati seguiti nel tempo fino allo sviluppo o meno di T1D ed è emerso un profilo di sICM peculiare nei bambini AAb+ rispetto a quello degli altri due gruppi. I livelli di sICM erano più elevati nei bambini AAb+ che sviluppavano T1D rispetto a coloro che, seppur AAb+, non progredivano nello stesso periodo di osservazione verso il T1D. I livelli di sICM si riducevano poi con l’avvicinarsi all’esordio clinico della malattia. Tra le molecole sICM analizzate (CD28, BTLA, CD80, PD-1), il fattore PD-1 solubile era quello che mostrava l’associazione più stretta e importante con la progressione verso il T1D (HR 1.71, 95% p=0.007).
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio individua un profilo delle molecole solubili del checkpoint immunitario peculiare nella fase preclinica di T1D e identifica il PD-1 solubile come una molecola fisiopatologicamente rilevante associata alla progressione della malattia. Questo potrebbe suggerire l’utilizzo di PD-1 solubile come un marcatore da valutare nei pazienti in fase precoce ma anche di considerare PD-1 solubile come un potenziale target terapeutico. La necessità di avere a disposizione biomarcatori predittivi in aggiunta al dosaggio di AAb rende i risultati presentati molto interessanti, soprattutto per la ricerca di molecole solubili coinvolte nella risposta T cellulare. Il profilo degli sICM potrebbe essere usato anche per identificare gruppi di pazienti che meglio possono rispondere ad un approccio immunoterapeutico specifico e/o che possono beneficiare maggiormente del targeting di fattori immunologici “noti” come PD-1 per il ruolo nella patogenesi del T1D.
A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri, Francesca D’Addio
Bruzzaniti S, Piemonte E et al. Progression of type 1 diabetes is associated with high levels of soluble PD‐1 in islet autoantibody‐positive children. Diabetologia. 2024 online; doi: 10.1007/s00125-023-06075-3


