Teplizumab: a disease-modifying therapy for Type 1 Diabetes that preserves b-cell function

A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri e Francesca D'Addio

Diabetes Care

Background e obiettivo del lavoro: Sulla base dei dati forniti dallo studio registrativo TN-10, un anno fa, teplizumab-mzwv è diventato il primo farmaco approvato per ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 1 (T1D) in pazienti con età > 8 anni e T1D in stadio 2. Obiettivo di questo lavoro è stato confermare l’effetto protettivo di teplizumab sulla produzione di insulina endogena nei pazienti trattati analizzando 5 studi clinici differenti.
Metodi e risultati principali: È stata condotta un’analisi integrata dei dati relativi ai livelli di C-peptide e necessità di insulina esogena in 609 pazienti con T1D in stadio 3 (n=375 pazienti trattati con teplizumab e n=234 pazienti controllo) arruolati in 5 diversi studi clinici. Il lavoro dimostra che il trattamento con teplizumab (1 o 2 cicli) migliora i livelli di C-peptide dopo stimolo in tutti e 5 gli studi, con un aumento in media di 0.08 nmol/L ad 1 anno e di 0.12 nmol/L a 2 anni di follow-up (p< 0.0001). Anche la necessità di terapia con insulina esogena è complessivamente ridotta nei pazienti trattati con teplizumab, rispettivamente di 0.08 e di 0.1 U/Kg/die ad 1 e 2 anni (p< 0.0001). In termini di safety si sono registrati eventi avversi lievi e/o moderati in quasi tutti i pazienti trattati, gravi nel 12% dei casi.
Conclusioni e commento editoriale: L’analisi integrata di 5 importanti trials clinici riportata in questo lavoro documenta l’importanza dell’approvazione di teplizumab come primo farmaco nella terapia del T1D in stadio 2. Oltre a documentare un importante effetto protettivo sulla massa beta cellulare in fase precoce, la coerenza degli effetti osservati all'interno dei singoli studi, mostra che l’effetto biologico di teplizumab è robusto, riproducibile e non limitato ad uno studio specifico o ad un gruppo di pazienti. Questo rafforza sempre di più l’idea che teplizumab rappresenti una disease-modifying therapy nel T1D, agendo direttamente sulla patogenesi autoimmune della malattia, già prima dell’esordio clinico. Nonostante gli eventi avversi registrati, il lavoro ci conferma che teplizumab rappresenta una nuova opportunità terapeutica per il T1D in stadio 2 e recente insorgenza, che consente di mantenere una riserva beta cellulare, ridurre la somministrazione di insulina e limitare la progressione del danno sistemico nel lungo periodo.  

A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri, Francesca D’Addio

Herold KC, Gitelman SE et al. Teplizumab: a disease-modifying therapy for Type 1 Diabetes that preserves b-cell function. Diabetes Care 2023;46(10):1848–1856. Doi: doi.org/10.2337/dc23-0675