

Clinical Science
Background e obiettivo del lavoro: L'osservazione che persone con un BMI compreso tra 27 e 45 kg/m2 potrebbero ritornare al normale controllo metabolico, perdendo una quantità simile di peso, ha portato all'ipotesi della “personal fat threshold”. Tale ipotesi sostiene che la capacità di immagazzinamento del grasso sottocutaneo può variare notevolmente da individuo a individuo (personal fat threshold appunto) e che il T2D si verifica quando un individuo con qualsiasi BMI non può più immagazzinare trigliceridi in modo sicuro, promuovendo così l’accumulo di grasso a livello ectopico (fegato, pancreas, muscolo) con conseguente esposizione delle cellule β ad un eccesso di lipidi. L’ipotesi della soglia di grasso personale postula che le persone con T2D presenteranno gli stessi meccanismi fisiopatologici indipendentemente dal BMI e potrebbero tornare ad un adeguato controllo glicemico dopo la perdita di peso. Lo studio sulla remissione del diabete di tipo 2 dopo la “normalizzazione” dell’introito calorico nelle persone non obese (The Reversal of Type 2 diabetes Upon Normalization of Energy intake - ReTUNE) è stato progettato esplicitamente per testare l’ipotesi della “personal fat threshold”.
Metodi e risultati principali: Per verificare questa ipotesi, 20 soggetti con diabete di tipo 2 noto da non più di 6 anni, non in terapia insulinica, indice di massa corporea compreso tra 27 e 21 kg/m2, sono stati sottoposti a ripetuti cicli di perdita di peso del 5%. Le valutazioni metaboliche sono state effettuate a peso stabile dopo ogni ciclo e dopo 12 mesi dal baseline. Per determinare quanto strettamente le caratteristiche metaboliche fossero tornate alla normalità, sono stati studiati 20 controlli non diabetici. La risonanza magnetica è stata utilizzata per determinare il contenuto di grasso intraepatico, sottocutaneo e viscerale al baseline e dopo calo ponderale. Indici di insulinosensibilità e secrezione insulinica sono stati ottenuti mediante modelli matematici calcolati durante un mixed meal test. Gli Autori riportano che il contenuto di grasso epatico ritorna alla normalità, così come l’insulina plasmatica a digiuno. La remissione prolungata del diabete (definita come glicata < 48 mmol/mol in assenza di terapia ipoglicemizzante) è stata ottenuta nel 70% dei casi (14/20) con una perdita di peso iniziale del 6,5 (5,5–10,2)%. La riduzione del grasso intraepatico in eccesso si associava al recupero della funzione β cellulare, miglioramento glicemico in tutti e ritorno ad uno stato di normotolleranza glucidica.
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio ReTUNE conferma l’ipotesi della Personal Fat Threshold mostrando che il 70% delle persone affette da T2D con BMI normale, o quasi normale, ritorna ad uno stato di normotolleranza glucidica dopo la perdita di peso, con gli stessi cambiamenti fisiopatologici sottostanti già osservati nelle persone in sovrappeso/obese. Nonostante lo studio sia stato condotto in un numero particolarmente limitato di soggetti (n=20), i dati sembrano supportati da una forte significatività. Riconoscere che il diabete di tipo 2 è direttamente causato da “un’ipernutrizione” che conduce all’accumulo di grasso ectopico, potenzialmente reversibile con una perdita di peso al di sotto di una soglia personale, è di fondamentale importanza per indirizzare la gestione clinica e la ricerca futura.
A cura di Francesca Cinti, Irene Caruso, Maddalena Trombetta
Taylor R, Barnes AC et al. Aetiology of Type 2 diabetes in people with a ‘normal’ body mass index: testing the personal fat threshold hypothesis. Clinical Science, August 2023, DOI: 10.1042/CS20230586


