

BMC Medical Education
Background e obiettivo del lavoro: Molti programmi educativi per operatori sanitari coinvolgono come docenti le persone con vissuto di malattia. Tale coinvolgimento può aiutare i discenti a comprendere meglio la quotidianità del vissuto di malattia cronica e qual è l’esperienza dell’acuzia nel corso della malattia. Spesso, le letture frontali di uno o pochi esperti con malattia non riescono adeguatamente a mostrare le prospettive e l’esperienza di una coorte di pazienti. Peraltro tali interventi educativi trovano vari impedimenti e resistenze. Si è visto che i programmi educativi per i sanitari possono beneficiare da presentazioni online preparate da pazienti selezionati, confezionate considerando un diverso set di tipologia di persone e vissuto di malattia.
A questo scopo con questo articolo ci si pone 2 obiettivi: 1. esplorare se e come moduli di apprendimento online, preparati insieme ai pazienti con esperienze e vissuti differenti di malattia, influenzerebbero le risposte dei discenti a quello specifico scenario clinico, 2. collezionare il feedback dei discenti riguardo a ogni modulo.
Metodi e risultati principali: È uno studio intra-soggetto doppio cieco randomizzato eseguito in un’università canadese al quale hanno aderito 26 studenti. La partecipazione all’esperimento era una componente opzionale a un corso obbligatorio della facoltà di medicina. I partecipanti nella fase iniziale dello studio davano risposte di intervento a uno dei tre scenari clinici che gli sperimentatori gli sottoponevano, uno riferito al paziente in difficoltà, uno riferito al paziente richiedente un particolare trattamento, il terzo al paziente per il quale fossero necessarie particolari competenze culturali (si trattava in ogni caso di persone con DM T1 o con DM T2). Ogni partecipante successivamente all’intervento educativo sperimentale doveva rispondere proponendo l’intervento clinico per lui più idoneo. La sperimentazione consisteva nel fare accedere gli studenti a moduli di apprendimento online, cioè videoregistrazioni preparate con la testimonianza di 21 pazienti che indicavano, nella narrazione del vissuto dei tre scenari già menzionati, come e perché i sanitari avrebbero potuto intervenire per essere centrati sulla loro persona. Gli autori, in collaborazione con i clinici e con gli esperti in psicometria, hanno sviluppato una griglia riferendosi al modello biopsicosociale per assegnare il punteggio alle risposte degli studenti. Valutatori esterni, in cieco senza sapere se la risposta fosse acquisita pre o post intervento, assegnarono i punteggi ai partecipanti. È stato usato il test di Fisher per l’analisi di confronto dei punteggi pre e post intervento.
Per tutti i partecipanti la percentuale di raggiungimento del punteggio soglia è stata del 66%; quella successiva all’intervento educativo è stata del 76% con significatività statistica (p=0.002). I discenti hanno apprezzato e riferito un giudizio positivo sull’apprendimento attraverso l’uso delle narrazioni dei pazienti con le videoregistrazioni.
Conclusioni e commento editoriale: Questo studio suggerisce come nel corso della formazione universitaria dei medici un avvicinamento alla personalizzazione della cura della persona affetta da diabete, che tenga conto del vissuto e delle difficoltà sperimentate nella vita reale, si possa ottenere attraverso nuove modalità educative da integrare al classico corso di base. Nello specifico dello studio i discenti utilizzando moduli online preregistrati, attraverso i quali i pazienti raccontavano perché e come i sanitari possano andare incontro ai loro bisogni di cura, apprendevano a dare risposte più adeguate a ogni situazione.
Applicare il modello biopsicosociale alla cura, in particolare delle malattie croniche, necessita come detto in molteplici occasioni di nuove competenze umanistiche e il dibattito è aperto su come acquisirle. La riflessione successiva alla lettura di questo articolo è se una proposta simile possa essere una modalità da sperimentare e applicare oltre che nel mondo accademico, sicuramente altamente auspicabile, anche in corso di aggiornamento professionale per sanitari che dopo anni di lavoro possano trovarsi in esaurimento (burn-out) o quando la motivazione tende ad abbassarsi.
A cura di Donatella Bloise, Emanuele Fraticelli, Giuseppina Incampo
Messer LH, Tanenbaum ML et al. Patients as teachers: a within-subjects randomized pilot experiment of patient led online learning modules for health professionals. BMC Medical Education (2024) 24:525 doi.org/10.1186/s12909-024-05473-4


