

Diabetes Technology & Therapeutics
Background e obiettivo del lavoro: Gli adolescenti con diabete hanno il più alto livello di HbA1c di tutte le età. I dispositivi per il diabete (pompe per insulina e monitor continui del glucosio CGM) possono migliorare i risultati glicemici e, sebbene l’adozione dei dispositivi sia aumentato, essi rimangono sottoutilizzati in questa popolazione. Lo scopo del presente studio è quello di descrivere le barriere all'uso dei dispositivi per la cura del diabete negli adolescenti con diabete di tipo 1, esplorarne le differenze di età e di genere nonché demografiche e psicosociali nei confronti dei non utilizzatori e di chi li ha abbandonati per determinare gli obiettivi per l'intervento clinico.
Metodi e risultati principali: Lo studio è stato condotto attraverso interviste a 411 adolescenti e giovani adulti con diabete di tipo 1, tra i 16 e i 25 anni, sulle barriere rispetto alla malattia e all’uso del dispositivo, sugli atteggiamenti sull’uso della tecnologia (generale e diabete specifici), sui benefici e il peso del monitoraggio continuo (CGM), nonché su aspetti riguardanti l’auto-efficacia nella cura del diabete, lo stress diabete-correlato, e l’esistenza di conflitto familiare e depressione.
Sono state indagate gli ostacoli all’adozione del dispositivo con particolare riguardo alle differenze anagrafiche, demografiche e psicosociali tra utenti attivi, persone che hanno abbandonato il sistema e non utenti.
La maggior parte degli adolescenti ha utilizzato una pompa per insulina (75%) e più della metà un sistema CGM (55%). Trattandosi di un contesto nord-americano le preoccupazioni maggiori erano legate ai costi/assicurazioni, seguiti da problemi di logorìo nel rapporto con il dispositivo (58,6%), che includono il fastidio di indossarlo i (38%) e l’avversione verso la sua presenza sul corpo (33%). Gli adolescenti che hanno incontrato più barriere sono stati quelli che lamentavano i maggiori problemi nell’accettazione della malattia (P = 0.003), conflitti familiari (P = 0.003), e sintomi depressivi (P = 0.014). Coloro che avevano abbandonato i dispositivi tecnologici presentavano le maggiori barriere e le peggiori percezioni riguardo la tecnologia; non veniva comunque dimostrata una differenza significativa tra utenti attivi e non, nel rapporto con il diabete, nella conflittualità e nel grado di depressione. Il genere non era correlato a dispercezioni dei dispositivi.
Conclusioni e commento editoriale: Tra le barriere identificate dalla Letteratura all'uso dei dispositivi tecnologici nella cura del diabete, oltre alle non modificabili, di ordine economico/ assicurativo, e a quelle connesse ai limiti qualitativi, superabili con l’avanzamento tecnologico, sono stati segnalati ostacoli di ordine psicologico.
Soprattutto tra gli adolescenti, che vivono cambiamenti significativi nella consapevolezza emotiva e cognitiva, provano una maggiore dipendenza dall'identità del gruppo dei pari, subiscono cambiamenti nelle dinamiche familiari e ai quali viene richiesta una maggiore responsabilità nell’assumersi compiti di cura del diabete, questo tipo di barriere è più avvertito. La decisione stessa di indossare dispositivi, in questa popolazione, è condivisa con il genitore/caregiver, e può essere imposta, non considerando la coesistenza di eventuale ambivalenza nei confronti della tecnologia.
Le difficoltà di natura psico-relazionale consistono quindi, prevalentemente in un mutamento della propria immagine corporea indotto dall’”avere addosso congegni” e in un deterioramento del proprio “concetto del sé”.
Nonostante le barriere, oltre il 75% del campione utilizzava un microinfusore per insulina, il 55% un CGM e il 51% entrambe le tecnologie; un dato superiore a quello precedentemente riportato nei Registri che riflette la tendenza in corso all’aumento dell'uso della tecnologia per il diabete.
Detto dei limiti di questo studio, che includono il disegno trasversale e la potenziale sottorappresentazione degli adolescenti che non utilizzano alcuna tecnologia, ciò che è evidente è che, comprendere al meglio le barriere dei pazienti all’uso della tecnologia nella cura del diabete, aiuterebbe gli operatori sanitari a determinare meglio strategie realistiche per promuoverne l'uso e l’autogestione nella cura della malattia soprattutto in una popolazione vulnerabile come quella degli adolescenti.
Un approccio psicologico sarebbe di grande ausilio nel gestire la transizione dai modi di cura convenzionali a quelli tecnologicamente avanzati ma difficilmente nei nostri contesti clinico-assistenziali abbiamo a disposizione risorse e competenze prontamente attivabili. Il legame educativo e relazionale tra operatori, pazienti e caregiver può permettere di stabilire aspettative appropriate sull'uso dei dispositivi per il diabete, descrivendo il carico di lavoro e il fastidio di indossarli.
I medici dovrebbero essere aperti alla possibilità che gli adolescenti traggano beneficio da occasionali "pause di pompa" o "pause da CGM" per sentirsi meno legati ai dispositivi per le occasioni speciali. Le strategie per aumentare la norma sociale di indossare dispositivi per il diabete o aumentare il comfort dell'adolescente nel rivelare il proprio diabete possono aiutare a ridurre le preoccupazioni su ciò che gli altri penseranno del portatore del dispositivo.
A cura di Emanuele Fraticelli, Donatella Bloise, Giuseppina Incampo
Messer LH, Tanenbaum ML et al. Cost, Hassle, and On-Body Experience: Barriers to Diabetes Device Use in Adolescents and Potential Intervention Targets. Diabetes Technology & Therapeutics. Vol. 22, N. 10, 2020. DOI: 10.1089/dia.2019.0509


