

Chronic Illness
Background e obiettivo del lavoro: Questo studio belga ha come scopo esplorare le rappresentazioni nel lavoro quotidiano che legano gli operatori sanitari alla pratica dell’Educazione Terapeutica del Paziente (ETP) secondo la definizione del OMS del 1998. La comprensione di questi legami può essere un aiuto per implementare la sfida offerta dall’ETP nella sua difficile missione, in particolare nella dimensione del sostegno all’approccio centrato sulla persona (richiamata continuamente in diabetologia)
Metodi e risultati principali: È uno studio qualitativo pianificato attraverso interviste a medici di lingua francese. L’analisi dei dati è avvenuta in 2 fasi: il redigere la tipologia di pratiche educative (includendo le variazioni), e successivamente identificare le rappresentazioni sociali collegate, in coerenza alla Teoria della Rappresentazione Sociale. La lista delle tipologie, quattro tipi e nove sottotipi, basata sulla distribuzione del potere medico-paziente, è stata stilata dopo 26 interviste. Dietro la distribuzione del potere, i tipi e i sottotipi di pratica educativa sono specifici e riguardano i modi comunicativi, la considerazione sulle rappresentazioni del paziente, l’approccio motivazionale, la personalizzazione, la complessità dei metodi e i contenuti d’apprendere, e la pratica riflessiva. Le pratiche educative sono risultate raramente costanti. Tre variazioni sono state evidenziate: entro un sottotipo, tra differenti sottotipi, tra educazione e procedure tecniche di cura.
Conclusioni e commento editoriale: Le rappresentazioni riferite alle pratiche educative e alle variazioni offrono nuove prospettive per implementare l’ETP. Non sono certo la panacea per semplificare l’approccio centrato sulla persona.
Questa ricerca interessante, molto tecnica svolta da solo psicologi, esplora le interazioni tra rappresentazione e attività dell’ETP da parte dei sanitari, questo ci aiuta a comprendere le difficoltà da sempre percepite, proprio in ambito diabetologico, nel praticare l’approccio centrato sulla persona nella prospettiva di mutua partecipazione in un rapporto paritario. Dalle interviste ai clinici si evidenzia l’incapacità da parte di alcuni di riuscire a riferire di una qualsiasi pratica educativa. Questo dato negativo nello studio è stato identificato nella “mancanza alla pratica della riflessività” da parte del sanitario (pratica che conduce all’interruzione di quelle abitudini radicate e automatiche quando si esaminano attivamente le proprie credenze, i comportamenti e le reazioni e si ripensa come essi influenzano il proprio agito), è proprio questa mancanza che impedisce di adottare un costruttivo e reale approccio centrato sulla persona. I tipi di pratiche di ETP fornite seguono, secondo l’analisi di Szasz and Hollender e Botelho, uno dei quattro modelli adottati dal sanitario: tipo 1, Attività-Passività e Rappresentazione; tipo 2 Guida-Cooperazione e Rappresentazione; tipo 3, Mutua Partecipazione e Rappresentazione; tipo 4, Autonomismo e Rappresentazione. Si è verificato che il tipo 1 e 2 erano maggiormente rappresentati tra gli operatori che non avevano avuto nessuna formazione in ETP. Altro dato fornito dallo studio, importante, è che per un cambio direzionale verso l’approccio centrato sulla persona non siano sufficienti, le sole competenze del clinico, sono essenziali e necessari i cambiamenti nei contesti organizzativi di cura.
A cura di Donatella Bloise, Emanuele Fraticelli, Giuseppina Incampo
Roussel S, Frenay M et al. Towards a patient-centred approach in therapeutic patient education. A qualitative study exploring health care professionals’ practices and related representations. Chronic Illness 2023, Vol. 19(2) 418–433 DOI: 10.1177/17423953221088629


