The Lancet Regional Health
Background e obiettivo del lavoro: Trials di sicurezza cardiovascolare e trials con outcome renale condotti con SGLT2i in pazienti con alto rischio cardio-renale hanno dimostrato l’efficacia nefroprotettiva di queste molecole. Lo studio DARWIN-Renal è stato disegnato per indagare gli effetti a lungo termine di dapagliflozin sulla funzione renale e sull’albuminuria in un’ampia coorte di pazienti ambulatoriali con T2D e a basso rischio renale.
Metodi e risultati principali: È stato condotto uno studio retrospettivo in 50 centri specialistici diabetologici italiani, confrontando pazienti con T2D che tra il 2015 e il 2020 hanno iniziato dapagliflozin o un altro farmaco ipoglicemizzante, esclusa l’insulina. L’outcome primario è stato il cambiamento di eGFR nel tempo. Tra gli outcomes secondari si segnalano il cambiamento dell’escrezione urinaria di albumina (UACR), la nuova insorgenza di insufficienza renale cronica (due valori di eGFR <60 ml/min/1.73m2), la perdita di eGFR >40%, e il cambiamento della classe di albuminuria.
Sono stati confrontati circa 6200 pazienti che hanno iniziato dapagliflozin con 6200 pazienti che hanno iniziato un comparatore, principalmente DPP-4i, GLP-1RA e sulfaniluree. Solo il 6% dei pazienti aveva eGFR <60 ml/min/1.73m2 (eGFR medio al baseline 87.5 ml/min/1.73m2) e solo il 15% aveva UACR >30 mg/g. I pazienti che iniziavano dapagliflozin avevano una minore perdita di eGFR nei 2.5 anni di follow up (differenza 1.81 ml/min/1.73m2, p<0.0001), livelli più bassi di UACR (-44.3 mg/g, p<0.0001) e un maggior tasso di miglioramento della classe di albuminuria (nei pazienti micro-macro albuminurici al baseline) (HR 1.22, p=0.030). Con dapagliflozin si osservava inoltre un minor rischio di nuova IRC (HR 0.76, p<0.0001), di perdita di eGFR >40% (HR 0.69, p=0.002) e di outcome composito renale (HR 0.70, p=0.002). Tutti i risultati sono stati confermati nel sottogruppo di pazienti senza CKD al baseline.
Conclusioni e commento editoriale: In una popolazione di pazienti ambulatoriali con T2D a basso rischio renale, l’inizio di dapagliflozin rispetto a un altro ipoglicemizzante protegge dalla perdita di filtrato nel tempo, migliora l’albuminuria e riduce il rischio di outcome composito renale. I risultati di questo studio dimostrano per la prima volta una efficacia nefroprotettiva di dapagliflozin anche in pazienti senza CKD al baseline (prevenzione renale primaria). Questi dati confermano inoltre ancora una volta che i benefici renali della molecola sono indipendenti dal suo effetto ipoglicemizzante, in quanto si sono osservati nonostante valori di HbA1c leggermente più elevati con dapagliflozin rispetto agli altri ipoglicemizzanti.
A cura di Martina Vitale
Fadini GP, Longato E, Morieri ML,Del Prato S, Avogaro A, Solini A; DARWIN-Renal Study Investigators. Long-term benefits of dapagliflozin on renal outcomes of type 2 diabetes under routine care: a comparative effectiveness study on propensity score matched cohorts at low renal risk. Lancet Reg Health Eur. 2024 Feb 1:38:100847. Doi: 10.1016/j.lanepe.2024.100847


