
Circulation
Background e obiettivo del lavoro: Le statine riducono i livelli di colesterolo LDL e di high-sensitivity C-reactive protein (hsCRP). Per poter valutare il ruolo dell'iperlipidemia e dell'infiammazione come predittori di rischio cardiovascolare (CV), evitando i potenziali fattori confondenti derivanti dalla terapia farmacologica, potrebbe essere utile valutare pazienti che non assumono statine.
Metodi e risultati principali: I pazienti arruolati nello studio CLEAR-Outcomes (n=13970; 70% in prevenzione secondaria), tutti intolleranti alle statine, sono stati randomizzati ad acido bempedoico o placebo e seguiti per 40.6 mesi. Gli outcomes considerati erano: MACE (infarto miocardico, ictus, morte CV, rivascolarizzazione coronarica) e mortalità per tutte le cause. I quartili di hsCRP e LDLC al basale sono stati valutati come predittori di eventi CV dopo aggiustamento per fattori di rischio tradizionali e terapia assegnata alla randomizzazione.
La terapia con acido bempedoico ha ridotto i livelli di hsCRP e LDL-C del 21% ed il rischio di MACE del 13%. I soggetti nel quartile più alto di hsCRP (>4.46 mg/L) avevano un aumentato rischio di MACE, di morte CV e mortalità da tutte le cause (P<0.0001). Invece, il quartile più elevato di LDL-C (>158.5 mg/dl) si associava solo all’aumentato rischio di MACE (P=0.01).
Conclusioni e commento editoriale: Nei pazienti con dislipidemia, l'infiammazione cronica contribuisce all’aumento del rischio CV. Quindi, intervenire solo sulla riduzione dei valori di LDL-C non è sufficiente in quanto persiste un rischio residuo che potrebbe essere “attaccato” da terapie che controllano anche l’infiammazione cronica.
A cura di Carrieri Federica, Mariella Baldassarre e Gloria Formoso
Ridker PM et al. Inflammation and Cholesterol as Predictors of Cardiovascular Events Among 13 970 Contemporary High-Risk Patients with Statin Intolerance. Circulation vol. 149,1 (2024): 28-35. Doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.123.066213


