Infrastructure, policy and regulatory interventions to increase physical activity to prevent cardiovascular diseases and diabetes: a systematic review

A cura di Carmine Giuseppe Fanelli e Roberto Pippi

BMC Public Health

Background e obiettivo del lavoro: Le malattie non trasmissibili (NCDs), quali le malattie cardiovascolari e il diabete, impattano in modo determinante sulla morbilità e la mortalità della popolazione mondiale, specialmente nei Paesi a basso e medio reddito. Per la prevenzione e il controllo delle NCDs risulta essenziale modificare i fattori di rischio, tra i quali l’inattività fisica, che espongono a queste condizioni patologiche; questo richiede lo studio dell’ambiente e delle condizioni in cui l’attività fisica può essere praticata. Gli autori si sono occupati di valutare gli effetti di interventi infrastrutturali, politici o normativi per aumentare l'attività fisica.
Metodi e risultati principali: Gli autori hanno svolto una ricerca per individuare studi su interventi con effetti su attività fisica (es. durata, frequenza e proporzione di persone attive o che soddisfino le raccomandazioni specifiche sull'attività fisica), peso corporeo e misure correlate (es. BMI), pressione arteriosa, morbilità e mortalità per CVD e diabete di tipo 2 e su altri esiti secondari (es. costi e rapporto costo-efficacia, soddisfazione o insoddisfazione per l'intervento, impatto su questioni di equità, effetti avversi), sintetizzando le prove in base alla direzione dell'effetto. Con il supporto di piattaforme specifiche per i lavori di revisione, gli autori hanno esaminato 26.930 titoli e abstract e 248 testi completi, individuando 33 studi da includere nella revisione. Di questi, 31 hanno valutato gli interventi infrastrutturali (13 studi hanno valutato modifiche infrastrutturali al verde o altri spazi per promuovere l'attività fisica e altri 18 si sono occupati di modifiche infrastrutturali per promuovere il trasporto attivo) e 2 hanno valutato gli interventi politici e normativi per aumentare l'attività fisica (1 studio prevedeva l'accesso gratuito alle strutture per l'attività fisica e mostrava prove di scarsa certezza, l'altro studio aveva previsto viaggi gratuiti in autobus per i giovani, anch’esso con evidenza di certezza molto bassa).
Conclusioni e commento editoriale: Gli autori concludono che i 33 studi inclusi nel lavoro di revisione e che si sono occupati di valutare interventi infrastrutturali, politici o normativi per aumentare l'attività fisica hanno mostrato risultati variabili. La certezza delle prove era per lo più molto bassa, a causa dei disegni di studio e dei risultati incoerenti (o scarsamente precisi) tra gli studi. Sono emerse prove che confermano che fornire l'accesso gratuito alle strutture per l'attività fisica può essere vantaggioso; tuttavia, questo risultato si basa su un solo studio.
Lo spunto di osservazione degli autori, che oltre a ribadire la necessità di prevedere interventi a livello comunitario per la promozione dell'attività fisica, sottolineano la necessità di un’attenta considerazione dei fattori ambientali e contestuali in cui essi vengono promossi, è perfettamente condivisibile, in particolar modo in quelle aree in cui le risorse economiche disponibili sono limitate. Seppure le prove di evidenza offerte da questo studio siano limitate, può essere di interesse riportare l’attenzione sulla necessità di promuovere investimenti, interventi e politiche a livello comunitario e su larga scala per la correzione dei fattori di rischio che espongono la popolazione ad un maggior rischio di sviluppare patologie croniche.

A cura di Carmine Giuseppe Fanelli e Roberto Pippi

Durão S, Burns J et al. Infrastructure, policy and regulatory interventions to increase physical activity to prevent cardiovascular diseases and diabetes: a systematic review. BMC Public Health. 2023 Jan 16;23(1):112. doi: 10.1186/s12889-022-14841-y