
JAMA Cardiology
Introduzione: Elevati livelli i di sedentarietà sono associati ad un aumentato rischio di malattia cardiovascolare (CVD) e di mortalità in paesi ad alto reddito,. poco è noto nei paesi a reddito medio/ basso.
Obiettivi: Scopo di questa analisi è di indagare l’associazione tra il tempo sedentario, la morbilità CVD e la mortalità ,.in paesi con diversi livelli di reddito utilizzando i dati provenienti dal Prospective Urban Rural Epidemiology study.
L’outcome primario era un indice composito di mortalità per tutte le cause e CVD maggiori (morte cardiovascolare, infarto del miocardio (IMA), stroke e scompenso cardiaco (HF)), mentre i componenti singoli dell’inidice composito erano outcome secondari dello studio.
Disegno dello studio: La coorte presa in considerazione includeva 105 677 partecipanti tra 35 e 70 anni, il 58.6 % donne, seguiti dal 2003 al 2021 (mediana follow-up di 11.1 anni). I partecipanti appartenevano a 21 paesi diversi, con reddito basso, medio e alto. Il livello di sedentarietà (tempo trascorso in posizione seduta) veniva valutato tramite il questionario IPAQ (International Physical Activity Questionnaire).La popolazione è stata suddivisa in “gruppo altamente sedentario” (≥ 8 ore seduti) e “gruppo di riferimento” (≤ 4 ore seduti).
Risultati: Durante il follow-up, si sono verificati 6233 decessi e 5696 eventi cardiovascolari maggiori (2349 IMA, 2966 Stroke, 671 HF e 1792 decessi per CVD). Il gruppo “altamente sedentario” presentava un rischio più elevato per l’outcome composito (hazard ratio [HR], 1.19; 95% CI, 1.11-1.28; P per trend < .001), mortalità per tutte le cause (HR, 1.20; 95%CI, 1.10-1.31; P per trend < .001), e CVD maggiori (HR, 1.21; 95%CI, 1.10-1.34; P per trend < .001). Stratificando per livello di reddito, tale associazione della sedentarietà con l’outcome composito diventava più forte per i paesi a reddito basso e medio-basso (HR, 1.29; 95%CI, 1.16-1.44), rispetto ai paesi a reddito alto e medio-alto (HR, 1.08; 95%CI, 0.98-1.19; P per interazione = .02). Inoltre, maggiori livelli riportati di attività fisica si associavano ad una riduzione di rischio di circa 17-50% (riduzione maggiore per livelli maggiori di attività fisica).
Conclusioni e commento editoriale: Livelli elevati di sedentarietà, insieme a bassi livelli di attività fisica, sono associati ad un maggior rischio di mortalità per tutte le cause e da CVD, specialmente se si vive in paesi a reddito basso e medio-basso. Questi risultati mandano due messaggi importanti: il primo, è che nei paesi più poveri, uno stile di vita più sedentario, porta con sé un rischio di malattia cardiovascolare e mortalità maggiore. In queste popolazioni, che più spesso hanno anche un livello socioeconomico più basso, il tempo seduto è in gran parte tempo trascorso guardando la televisione, e che è noto essere l’entità più dannosa della sedentarietà. In più, nelle popolazioni a basso reddito, è meno probabile che le attività di svago, nel tempo libero, siano attività di carattere sportivo o ludico motorio; il secondo messaggio, conferma che ridurre il tempo trascorso seduti è importante tanto quanto aumentare l’attività fisica. Questo conferma che sedentarietà e in/attività fisica posso coesistere, e moltiplicare i rischi ad esse connesse, ma possono anche andare in direzioni opposte e mitigare gli effetti una dell'altra. Pertanto, implementare interventi volti a ridurre la sedentarietà, e nel contempo, aumentare il volume di attività fisica, particolarmente nelle popolazioni disagiate, rimane una necessita cruciale per ridurre il peso della malattia cardiovascolare e la mortalità precoce a livello globale.
A cura di Jonida Haxhi e Stefano Balducci
Li S, Lear SA, Rangarajan S, et. al. Association of Sitting Time With Mortality and Cardiovascular Events in High-Income, Middle-Income, and Low-Income Countries. JAMA Cardiol. 2022;7(8):796-807. doi:10.1001/jamacardio.2022.1581


