Participation in structured diabetes self-management education programs and its associations with self-management behaviour - a nationwide population-based study

A cura di Emanuele Fraticelli, Donatella Bloise e Giuseppina Incampo

Patient Education and Counseling

Background e obiettivo del lavoro: Un adeguato comportamento di autogestione della malattia (SMB) aiuta a raggiungere l’obiettivo di un buon compenso metabolico ed è quindi cruciale nel processo di cura. L'obiettivo del presente studio, sostenuto dal Robert Koch Institute e dal Ministero federale tedesco della Salute, è stato quello di indagare la relazione tra la partecipazione a programmi strutturati di educazione all’autogestione (DMSE) nel diabete ed il comportamento di autogestione della malattia in un campione di una Survey nazionale tedesca.
Metodi e risultati principali: Lo studio ha analizzato i dati trasversali derivanti dal GEDA (German Health Update)-EHIS (European Health Interview Survey) condotto sulla popolazione nazionale tedesca tra il 2014 e il 2015. É stato selezionato un campione casuale di 1379 persone con diabete mellito, di età pari o superiore a 18 anni su registri di popolazione di 301 comuni tedeschi. Sulla base delle risposte ad un questionario sui programmi educativi sul diabete, del campione, 515 persone non avevano mai partecipato a un DSME (37,3%), e 864 lo avevano fatto in maniera costante (62,7%).
Il comportamento di autogestione (SMB) dei partecipanti è stato valutato sulla base di alcuni elementi chiave: l’osservanza di un piano dietetico, la trascrizione di un diario del diabete, il possesso di un “passaporto sanitario” personale del diabete, l’esecuzione dell’automonitoraggio glicemico e dell'autoesame dei piedi e inoltre il grado di aderenza al corretto follow up del diabete con la  frequenza di misurazione dell’HbA1c, dello screening della retinopatia e dell’ispezione dei piedi da parte di un medico.
Chi aveva partecipato ai DSME nell’analisi statistica aderiva maggiormente a un piano dietetico (OR=1,88), teneva un diario del diabete (OR = 3,83) e un passaporto sanitario del diabete (OR=6,11), eseguiva l’SMBG (OR=2,96) e l'autoesame quotidiano dei piedi (OR= 2,64) rispetto a coloro che non avevano mai ricevuto DSME. Queste associazioni tra DSME e SMB sono risultate statisticamente significative. I partecipanti a programmi educativi mostravano anche una migliore aderenza al follow up clinico, con maggiore frequenza, statisticamente significativa, di screening della retinopatia, dell’ispezione del piede e di misurazione della HbA1c.
Conclusioni e commento editoriale: La partecipazione al DSME è associata a frequenze più elevate di varie variabili riguardanti i comportamenti di autogestione e di assistenza clinica al diabete mellito.
Una caratteristica importante di questo studio è che è stato uno dei pochi ad utilizzare dati di un'indagine sulla popolazione nazionale in “real world”, in tutte le fasce dell’età adulta ed i risultati sono coerenti con quanto riportato in Letteratura. L’adesione a DMSE più elevata rispetto a quanto riportato in casistiche statunitensi e canadesi può essere spiegata dalla diversa accessibilità a DSME gratuiti da parte dei sistemi sanitari e dai diversi metodi di campionamento utilizzati.
Numerosi sono, peraltro, i limiti da sottolineare. Il basso tasso di risposta ai questionari pone un certo grado di pregiudizio. Non può essere desunta alcuna relazione causale tra DSME e SMB, poiché i dati non provengono da una randomizzazione controllata o da un disegno di studio prospettico. Il questionario GEDA 2014/2015-EHIS non distingue tra diabete di tipo 1 o 2, mancano quindi dati sufficienti sul trattamento insulinico nel diabete tipo 2 che permetterebbero di correlare il dato con quello dell’SMBG e del diario del diabete considerando quanto raccomandato dalle linee guida nazionali.
La correlazione tra la partecipazione al DSME e l'aderenza all'esame clinico potrebbe non essere principalmente un effetto dell'educazione del paziente, ma piuttosto dell'organizzazione dell'assistenza e delle raccomandazioni vigenti al momento della Survey.
È anche plausibile che le persone con una frequenza più elevata di comportamenti di autogestione abbiano maggiori probabilità di partecipare al DSME.
Da ultimo, la partecipazione al DSME era limitata alla definizione dicotomica di "sempre" o "mai" e non stati forniti dati sul tipo di DSME, sulla sua ripetizione o sulla durata del tempo tra la diagnosi di diabete e la partecipazione.
I risultati suggeriscono, tuttavia, che il DSME dovrebbe essere proposto a ogni persona con diabete, poiché è associato all'aderenza alla terapia e alla partecipazione al processo di cura. Educare significa infatti tirare fuori il talento di ognuno, il suo grado di libertà, accendere una fiamma.

A cura di Emanuele Fraticelli, Donatella Bloise, Giuseppina Incampo

Carmienke S, Fink A et al. Participation in structured diabetes self-management education programs and its associations with self-management behaviour - a nationwide population-based study. Patient Education and Counseling. Vol. 105, 4, Apr 2022, 843-850. Doi: doi.org/10.1016/j.pec.2021.07.017