
The New England Journal of Medicine
Background e obiettivi: Tirzepatide ha già ampiamente dimostrato il suo effetto di riduzione del peso corporeo; l’obesità si associa frequentemente a scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF). Lo studio SUMMIT si propone di indagare gli effetti di tirzepatide nei pazienti obesi con HFpEF.
Metodi e risultati principali: Si tratta di uno studio randomizzato in doppio cieco in cui 731 pazienti obesi (BMI >30 kg/m2) con HFpEF (frazione di eiezione >50%) sono stati randomizzati a terapia con Tirzepatide o placebo per almeno 52 settimane. La durata mediana del follow-up è stata 104 settimane. I due obiettivi primari sono un endpoint composito della mortalità per cause cardiovascolari e il peggioramento di scompenso cardiaco (identificato come una esacerbazione di sintomi che ha portato all’ospedalizzazione, a terapia EV in setting di urgenza o a necessità di incremento della terapia diuretica orale), la capacità funzionale stimata con 6-minute walking test e sintomi e della qualità di vita stimato con il Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ-CSS) alla 52 settimana rispetto al baseline. Lo studio ha mostrato che la morte per cause CV o per peggioramento dello scompenso cardiaco si è verificata in 36 pazienti (9.9%) nel gruppo con Tirzepatide e 56 pazienti (15.3%) nel gruppo placebo (P=0.026). Inoltre, un peggioramento dello scompenso cardiaco si è verificato in 29 pazienti nel gruppo in Tirzepatide (8%) e in 52 pazienti nel gruppo placebo (14.2%) (hazard ratio, 0.54; 95% CI, 0.34 to 0.85). Il cambiamento nel KCCQ-CSS è stato di 19.5±1.2 nel gruppo con Tirzepatide e 12.7±1.3 nel gruppo (P<0.001). E’ stato inoltre valutato il 6-minute walk distance con un incremento nel gruppo con Tirzepatide di 26.0 m e nel gruppo placebo 10.1 m (P<0.001). Anche i valori di proteina c-reattiva si riducevano con tirzepatide. Non vi sono stati significativi effetti avversi (lievi gastrointestinali). Questi risultati si osservano indipendentemente dai valori di peptidi natriuretici.
Conclusioni e commento editoriale: Questo studio ha evidenziato come pazienti obesi con HFpEF in terapia con Tirzepatide vadano incontro ad una riduzione del rischio composito di mortalità per cause cardiovascolari e di peggioramento dello scompenso cardiaco. L’entità del beneficio appare significativa; ricordiamoci che empagliflozin aveva raggiunto un HR di 0.79 [0.69/0.90] in una popolazione non dissimile nel trial EMPEROR-PRESERVED. Inoltre, al beneficio prognostico di tirzepatide si associano il miglioramento della qualità di vita e la migliore capacità funzionale intesa come tolleranza a sforzi – il sintomo cardine dello scompenso cardiaco. Questi risultati confermano ed espandono i dati degli agonisti “singoli” del GLP1-R. Gli autori suggeriscono che i benefici osservati siano secondari alla riduzione del peso corporeo (-13.9% vs -2.2% nel gruppo placebo, P<0.001); tuttavia, bisogna ricordare che i recettori del GIP sono espressi dagli adipociti del tessuto pericardico. E’ il drastico calo di peso che fa bene al cuore oppure vi sono effetti farmacologici diretti? E’ in arrivo un nuovo “pilastro” per le terapie contro lo scompenso cardiaco, oppure torneremo a dare il giusto peso allo stile di vita?
A cura di Lorenza Santoni e Lorenzo Nesti
Packer M, Zile MR et al. Tirzepatide for Heart Failure with Preserved Ejection Fraction and Obesity. N Engl J Med. 2024 Nov 16. doi: 10.1056/NEJMoa2410027


