Impact of continuous glucose monitoring on hospitalizations and glucose control in people with type 2 diabetes: real-world analysis

A cura di Federico Boscari e Sergio Di Molfetta

Diabetes, Obesity and Metabolism

Background e obiettivo del lavoro: L’efficacia dei sistemi per il monitoraggio in continuo del glucosio (continuous glucose monitoring, CGM) è ormai assodata nelle persone affette da diabete mellito di tipo 1, tuttavia il ruolo dei CGM nelle persone affette da diabete mellito tipo 2 (DM2), in particolar modo nella vita reale, è meno chiaro.
Scopo di questo lavoro di Garg e collaboratori è stato quello di valutare l’impatto di un sistema CGM sul rischio di ospedalizzazioni e sul controllo glicemico in soggetti affetti da DM2.
Metodi e risultati principali: Si tratta di uno studio retrospettivo che ha analizzato i dati di più di 70000 pazienti avviati a CGM e valutato il rischio di ospedalizzazione nel corso dei 12 mesi successivi all’avvio del CGM, utilizzando le informazioni provenienti dalle schede di dimissione ospedaliera. In particolare, sono stati valutati 25269 pazienti non insulino trattati (NIT, età media 56.9±11.91 anni), 16264 in terapia con sola insulina basale (BIT, età media 57.7±11.92 anni) e 33146 in terapia con insulina prandiale (PIT età media 58.3±12.62 anni)
Successivamente all’avvio del CGM è stata osservata una significativa riduzione di ospedalizzazione per tutte le cause  (NIT -10.1%, BIT -13.9%, PIT -22.6%), ospedalizzazione per problematiche legate al diabete (NIT -31.0%, BIT -47.6%, PIT-52.7%) e accesso in pronto soccorso per complicanze acute del diabete (NIT -30.7%, BIT-28.2%, PIT -36.6%). Tale riduzione delle ospedalizzazioni era evidente già a partire dai 6 mesi dopo l’inizio del CGM.
Inoltre, analizzando un sottogruppo di 6030 pazienti per i quali erano disponibili i valori di emoglobina glicata, è stata osservata una riduzione 3 mesi dopo l’inizio del CGM che è stata mantenuta nel periodo di osservazione successivo (NIT -1.1±0.05%, BIT -1.1±0.06%, PIT -0.9±0.04%, p < 0.0001)
Conclusioni e commento editoriale: I risultati di questo studio, che ha valutato un numero elevato di soggetti, dimostrano che, anche nel DM2, l’utilizzo di un CGM nella vita reale porta ad un miglioramento del controllo glicemico e ad una riduzione delle ospedalizzazioni.
La riduzione delle ospedalizzazioni, osservata già dopo 6 mesi di utilizzo, appare legata principalmente alla riduzione delle ipoglicemie (riduzione ricoveri del 23.7% nel gruppo NIT, del 2.1% nel gruppo BIT e del 36% nel gruppo PIT)  e delle iperglicemie (riduzione ricoveri del 31.8% nel gruppo NIT, del 51.7% nel gruppo BIT e del 54.5% nel gruppo PIT).
L’efficacia maggiore è stata osservata nel gruppo PIT, ma è interessante notare come la riduzione dei ricoveri sia presente in maniera significativa anche nel gruppo NIT.
Pur con limiti legati alla mancanza di un gruppo di controllo e alla mancanza di dati relativi al tempo di utilizzo del CGM e alle metriche del glucosio, emergono dati interessanti riguardo gli effetti del CGM nelle persone con DM2. L’accumularsi delle evidenze di beneficio su endpoint “hard” (come appunto le ospedalizzazioni), che impattano fortemente sulle spese di gestione sostenute dai sistemi sanitari,  insieme al progressivo abbassamento del prezzo dei dispositivi, potrebbe portare ad un rapporto costo beneficio favorevole e ad una diffusione sempre maggiore dell’uso di CGM anche alla popolazione con DM2, indipendentemente dal tipo di terapia praticata.

A cura di Federico Boscari, Sergio Di Molfetta

Garg SK, Hirsch IB et al. Impact of continuous glucose monitoring on hospitalizations and glucose control in people with type 2 diabetes: real-world analysis. . Diabetes Obes Metab. 2024 Sep 12. doi: 10.1111/dom.15866. Epub ahead of print. PMID: 39263872