Diabetes mellitus is associated to high-risk late gadolinium enhancement and worse outcomes in patients with nonischemic dilated cardiomyopathy

A cura di Lorenzo Nesti

Cardiovascular Diabetology

Background e obiettivi: L’associazione di diabete e scompenso cardiaco è particolarmente negativa; quale è l’impatto del diabete sulle cardiomiopatie primitive?
Metodi e risultati principali: Analisi retrospettiva e di dati prospettici di 192 pazienti (62.5 [52.5–71.4] anni) con cardiomiopatia dilatativa primitiva (non-ischemica/genetica) e ridotta frazione di eiezione (FE 30 [24-29]%), con (n=52, 26%) e senza diabete, sottoposti a risonanza magnetica cardiaca. I pazienti con diabete presentavano peggiore funzione diastolica e più esteso late gadolium enhancement (LGE, un marker di fibrosi associato ad aritmie ventricolari maligne e scarsa risposta ai trattamenti) con maggiore prevalenza di caratteristiche LGE di alto rischio, rispetto ai pazienti senza diabete. Il diabete era associato a quasi doppia mortalità per ogni causa ed ospedalizzazioni per scompenso cardiaco (41.2% vs. 23.6%, p=0.017). Inoltre, l’interazione diabete+LGE era un predittore indipendente di morte o scompenso.
Conclusioni e commento editoriale: Le cardiomiopatie colpiscono spesso in età giovanile e spesso richiedono impianto di defibrillatore o trapianto cardiaco. La prevalenza di diabete sta crescendo vertiginosamente: circa uno su quattro pazienti con malattia cardiaca primitiva ha o avrà anche il diabete. Questo studio dimostra come la presenza di diabete sia associata a peggiore funzione diastolica e soprattutto a più estesa fibrosi miocardica con caratteristiche ad alto rischio per aritmie ventricolari e rimodellamento cardiaco patologico nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa. Infatti, i pazienti con diabete rispondono meno alle terapie anti-scompenso, hanno più spesso scompenso acuto e più alta mortalità, confermato anche in questo studio in cardiomiopatia dilatativa non-ischemica ove i due gruppi erano ben bilanciati in quanto a caratteristiche clinico-strumentali, inclusa la frazione di eiezione. Il presente lavoro conferma precedenti analisi istologiche di fibrosi miocardica con disorganizzazione strutturale e mitocondriale del miocardio associati a diabete, aggiungendo fondamentali dati di sopravvivenza che corroborano l’idea che il diabete peggiori gli outcome cardiaci tramite fibrosi miocardica indipendentemente dall’eziologia della malattia cardiaca. Tutti gli specialisti devono fare i conti con le complicanze causate dal diabete, poiché questa brutta malattia peggiora tutte le altre e pone i pazienti a maggior rischio di disabilità e morte – soprattutto nei pazienti con malattia cardiovascolare. La fibrosi miocardica non può essere rimossa con i farmaci causa dilatazione, disfunzione cardiaca e aritmie minacciose per la vita. Quindi, non solo prevenzione cardiovascolare nei pazienti con diabete, ma anche screening metabolico nei pazienti con malattia cardiaca primitiva (come giustamente recepito dalle più recenti linee guida ESC sul diabete).

A cura di Lorenzo Nesti

Zulet P, Islas F et al. Diabetes mellitus is associated to high-risk late gadolinium enhancement and worse outcomes in patients with nonischemic dilated cardiomyopathy. Cardiovasc Diabetol 23, 35 (2024). doi.org/10.1186/s12933-024-02127-z