Timing of gestational diabetes diagnosis and progression to Type 2 Diabetes: A comparative analysis

A cura di Elisabetta Torlone

Diabetes research and Clinical Practice

Introduzione: Il Diabete Gestazionale (GDM) è una delle complicanze più frequenti della gravidanza con una incidenza fra il 5 ed il 20% e un elevato rischio di sviluppare Diabete tipo 2 negli anni successivi. L’impatto clinico di una diagnosi di GDM nelle varie fasi della gravidanza è diverso in temini di outcome, e considerando la mancanza di dati sul rischio di T2DM sia per il GDM precoce che per quello tardivo, l’obiettivo di questo studio era quello di valutare e confrontare il rischio di progressione verso il T2DM in base al momento della diagnosi di GDM in un’ampia coorte di donne con follow-up post-partum.
Metodologia: E’ stata condotta una analisi comparativa retrospettiva volta a valutare il rischio di progressione verso il T2DM, in base al momento della diagnosi di GDM, in un'ampia coorte di donne valutate con follow-up postpartum. Dall'analisi sono state escluse le gravidanze gemellari, donne con precedente diagnosi di T2DM o livelli di FPG nel primo trimestre pari o superiori a 126 mg/dl (7 mM). La coorte è stata stratificata in 4 gruppi in base allo stato glicemico della donna durante la gravidanza: normoglicemico – definito come assenza di evidenza di GDM; GDM precoce – definito come FPG misurato fino alla 15a settimana di gestazione tra 92 e 125 mg/dL (5,1–6,9 mM) [4]; GDM del 2° trimestre – definito mediante un test di stimolazione del glucosio (GCT) di 1 ora con 50 grammi ≥ 200 mg/dl (11,1 mM) o almeno due valori anomali con OGTT di 3 ore con 100 grammi, misurato tra 24+0 e 28+6 settimane di gestazione, secondo Carpenter e Coustan e GDM tardivo – diagnosticato da almeno due valori anomali di OGTT misurati dopo 29 + 0 settimane di gestazione, con le stesse soglie.
Sono stati raccolti dati riferiti ad un periodo di oltre cinque anni, integrando i dati di laboratorio della Meuhedet Health Maintenance Organization (HMO) incrociati con il registro delle gravidanze. Il set di dati è stato ulteriormente integrato con il registro nazionale israeliano del diabete (INDR). Meuhedet è una delle quattro HMO a cui i residenti israeliani devono appartenere nel quadro sanitario universale di Israele. Il set di dati includeva tutte le donne con gravidanza documentata dal registro delle gravidanze con ultimo periodo mestruale tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2020. Per le donne con più di una gravidanza durante il periodo di studio, è stata inclusa solo la prima gravidanza per garantire il follow-up più lungo disponibile. Il follow-up è iniziato con la data di ultima mestruazione e si è concluso alla data della diagnosi del diabete, alla data di estrazione dei dati (13 novembre 2022) o al decesso, a seconda di quale evento si sia verificato per primo. Il massimo tempo potenziale di follow-up nella coorte è stato di 5 anni e 11 mesi. L'incidenza del T2DM post-gravidanza è stata valutata dopo aggiustamento per i fattori confondenti.
Risultati: Sono state analizzate 75.459 pazienti: 90% normoglicemiche, 7,9% GDM precoce, 1,4% GDM nel 2° trimestre e 0,7% GDM tardivo. Il tempo mediano di follow-up post-gravidanza è stato di 4,3 (IQR 3,3–5,1). L'analisi di regressione di Cox, aggiustata per i fattori confondenti, ha rivelato un rischio di T2DM significativamente più elevato per il GDM del 2° trimestre rispetto al GDM precoce e tardivo. Il GDM tardivo non ha conferito un ulteriore rischio significativo di T2DM. La stratificazione in base all’ obesità ha evidenziato che il GDM precoce aumenta il rischio di T2DM solo nelle donne non obese. Lo studio sottolinea l’obesità come fattore chiave nella valutazione del rischio di T2DM conseguente al GDM. Per gli individui senza obesità, il GDM del 2° trimestre evidenziava un HR di 21 per la progressione a T2DM mentre nel GDM precoce il rischio di progressione a T2DM era 6 volte superiore. Sebbene la prevalenza del T2DM sia più alta per gli individui con obesità e una storia di GDM pregresso, il rischio aggiuntivo attribuito esclusivamente al GDM per le donne non obese è maggiore rispetto a quelle con obesità. Inoltre, l’aumento del rischio di sviluppare T2DM associato al GDM precoce era evidente principalmente nelle obese, suggerendo che l’influenza sostanziale dell’obesità oscurava l’impatto del GDM precoce sul futuro rischio di T2DM all’interno di questa popolazione.
Conclusioni: Ancora una volta i dati di questo ampio studio confermano l’elevata incidenza di T2DM nelle donne con pregresso GDM. Come indicato dagli AA la presenza di obesità è un fattore aggiuntivo che da un lato è responsabile di una maggiore incidenza di GDM e dall’altro contribuisce al rischio di T2DM post-parto. Lo studio è stato condotto in una unica popolazione, gestanti Israeliane, pertanto sebbene la casistica sia molto ampia e ben definita, è necessario valutare il rischio di T2DM anche in relazione al rischio specifico delle varie etnie.

A cura di Elisabetta Torlone

Maor-Sagie E, Hallak M et al. Timing of gestational diabetes diagnosis and progression to Type 2 Diabetes: A comparative analysis. Diabetes research and Clinical Practice doi.org/10.1016/j.diabres.2024.111782