Data-Driven Phenotyping of Presymptomatic Type 1 Diabetes Using Longitudinal Autoantibody Profiles

A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri e Francesca D'Addio

Diabetes Care

Background e obiettivo del lavoro: Come è noto, la diagnosi clinica di diabete tipo 1 (T1D) è preceduta da una fase asintomatica, caratterizzata dal processo autoimmune a livello delle isole pancreatiche e dalla presenza di autoanticorpi (AA) insulari circolanti. C’è ampia eterogeneità nei pattern autoanticorpali nei soggetti a rischio di sviluppare la fase clinica di malattia; lo scopo dello studio è stato caratterizzare distinti profili autoanticorpali che precedono lo stadio 3 del T1D.
Metodi e risultati principali: Utilizzando un algoritmo innovativo (che prende in considerazione il profilo temporale degli AA, l’età alla comparsa degli AA e la variabilità nella positività dei diversi AA), lo studio T1DI (Type 1 diabetes Intelligence) ha combinato i dati prospettici di 1845 bambini geneticamente predisposti al T1D ed appartenenti a 5 diverse coorti di studio (DIPP, DiPiS, DAISY, DEW-IT, BABYDIAB). L’analisi ha preso in considerazione la positività ad almeno uno degli AA fra gli anti-insulina (IAA), anti-decarbossilasi dell’acido glutammico (GADA), anti-tirosina fosfatasi (IA-2A), in un follow-up medio di 12 anni. Gli autori hanno identificato 5 clusters nella popolazione di studio, con distinti profili autoanticorpali. Nel corso del follow-up 498 bambini hanno sviluppato lo stadio 3 di malattia. In particolare, i bambini che mostravano una positività per gli IAA mediamente all’età di 1.6 anni, seguita dalla positività ai GADA (a 1.9 anni circa) e successivamente agli IA-2A (a 2.1 anni circa), avevano il maggior rischio di sviluppare T1D stadio 3 a 5 anni dalla sieroconversione del primo autoanticorpo (69.9%; 95% CI 60.0-79.2). Il rischio più basso (1,6%), invece, è stato osservato nei bambini che sviluppavano positività per un singolo autoanticorpo (spesso anche con sieroreversione dello stesso durante il follow-up).
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio, condotto sulla più numerosa coorte di bambini con AA positivi attualmente disponibile, costituita da soggetti appartenenti a 5 diversi studi prospettici, ha permesso di identificare distinti profili autoanticorpali e relativo rischio di sviluppare T1D stadio 3, in bambini geneticamente predisposti. E’ possibile ipotizzare che fattori scatenanti diversi determinino una più o meno precoce e più o meno rapida progressione della malattia fino allo stadio 3 e che riflettano un differente pattern autoanticorpale. I risultati ottenuti sono importantissimi in ambito di prevenzione, in quanto permettono di selezionale meglio i soggetti arruolabili nei vari studi clinici e contribuiscono ad aggiungere un importante tassello nello studio dei processi patogenetici nel T1D, nell’ambito di un’eterogeneità ormai nota. Un limite del lavoro, come sottolineato anche dagli autori, è la non inclusione dei dati relativi agli AA anti-trasportatore dello zinco (ZnT8A), poichè non sistematicamente valutati. Da qui l’importanza di uniformare le procedure di valutazione dei soggetti a rischio di sviluppare T1D, in modo da potenziare l’algoritmo, anche con l’aggiunta del titolo autoanticorpale.

A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri, Francesca D’Addio

Ghalwash M, Anand V et al. Data-Driven Phenotyping of Presymptomatic Type 1 Diabetes Using Longitudinal Autoantibody Profiles. Diabetes Care. 2024; 47(8):1424-1431. doi: 10.2337/dc24-0198