Glucose tolerance and insulin resistance/sensitivity associate with retinal layer characteristics: the LIFE‑Adult‑Study

A cura di Maddalena Trombetta, Irene Caruso e Francesca Cinti

Diabetologia

Background e obiettivo del lavoro: La tomografia a coerenza ottica spectral domain (SD-OCT) è una tecnica di  imaging ad elevata risoluzione, non invasiva e ampiamente utilizzata per lo studio della retina in quanto permette di ottenere una serie di “bande” ottiche corrispondenti, ciascuna, ad uno strato dell’epitelio retinico. Gli Autori hanno analizzato le possibili associazioni fra ognuna di queste “bande” ottiche e gli indicatori di tolleranza del glucosio e di insulino-resistenza in 7384 soggetti (età 40-79 anni) appartenenti allo studio di popolazione LIFE-Adult-Study.
Metodi e risultati principali: Tra Agosto 2011 e Novembre 2014, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a: 1. SD-OCT le cui immagini sono state analizzate tramite HEYEX software che ha permesso di identificare 10 “bande” corrispondenti ai rispettivi strati retinici; 2. OGTT standard per valutare l’omeostasi del glucosio e calcolare indici surrogati di insulino-resistenza/sensibilità. Gli Autori hanno evidenziato differenze statisticamente significative nello spessore degli strati dell’epitelio retinico tra donne e uomini e tra soggetti diabetici e non diabetici, sebbene senza differenze fra DM1 e DM2. In analisi di regressione multivariata, indipendentemente dalla presenza di diabete, è emerso che più sottile era lo spessore retinico a livello di zone ricche di fotorecettori come lo strato nucleare esterno (ONL) e la zona mioide (MZ) più elevato era il valore di alcuni indicatori di tolleranza del glucosio quali FPG (ONL: β=-0.062, p<0.001; MZ: β=-0.06, p<0.001) e HbA1c (ONL: β=-0.04, p=0.002; MZ: β=-0.038, p=0.002) e maggiore era il grado di insulino-resistenza espresso dal valore di HOMA2-IR (ONL: β=-0.096, p<0.001; MZ: β=-0.096, p<0.001). Inoltre, al migliorare della sensibilità insulinica espressa come aumento di 1 unità dell’estimated glucose disposal rate (eGDR), lo spessore retinico a livello di ONL e MZ aumentava rispettivamente di 0.39 βm e 0.05 βm. Diversamente dagli altri strati retinici, la zona delle interdigitazioni (IZ) si associava positivamente a HOMA2-IR (β=0.034, p=0.007) e negativamente a eGDR (β=0.055, p<0.001).
Conclusioni e commento editoriale: I risultati dello studio suggeriscono la presenza di una suscettibilità dell’epitelio retinico, soprattutto nelle zone ricche di fotorecettori, all’insulino-resistenza/sensibilità e all’iperglicemia già prima della comparsa di alterazioni clinicamente evidenti. Dal momento che i fotorecettori utilizzano principalmente glucosio come substrato energetico e sono le cellule retiniche metabolicamente più attive, gli Autori hanno ipotizzato che le variazioni dello spessore dell’epitelio della retina possano rappresentare sia una risposta fisiologica all’insulino-resistenza sia essere espressione di alterazioni del metabolismo retinico. Queste osservazioni offrono lo spunto per sviluppare strategie di screening per identificare precocemente i soggetti più a rischio di sviluppare retinopatia, sebbene studi ulteriori siano necessari per comprenderne i meccanismi fisiopatologici.

A cura di Maddalena Trombetta, Irene Caruso, Francesca Cinti

Rauscher FG, Elze T et al. Glucose tolerance and insulin resistance/sensitivity associate with retinal layer characteristics: the LIFE‑Adult‑Study. Diabetologia. 2024 May; 67(5):928-939. doi: 10.1007/s00125-024-06093-9