
Diabetes Care
Introduzione: Dalla pubblicazione del protocollo di Edmonton, nel 2000, sappiamo che la sostituzione delle cellule β con il trapianto di isole allogeniche è in grado di ripristinare la secrezione endogena di insulina e l'omeostasi del glucosio nel paziente con diabete di tipo 1 (T1D). Da allora, il trapianto di isole è stato offerto in tutto il mondo in più di 1000 pazienti e numerosi studi singoli e multicentrici, confermati dal Registro Collaborativo Internazionale dei Trapianti di Isole (CITR), hanno confermato l’efficacia e l’impatto favorevole sulle complicanze di questo trattamento. D’altra parte, la funzione delle isole trapiantate può diminuire con il tempo e l'immunosoppressione cronica è associata a eventi avversi gravi e decremento della funzione renale. Infine, la persistenza degli effetti benefici del trapianto di isole oltre 5 anni può essere ipotizzata solo sulla base di pochi casi selezionati.
Obiettivo dello studio: L'obiettivo del presente studio dell’Università di Lille è di valutare il risultato a 10 anni del trapianto di isole in pazienti con T1D con o senza precedente trapianto di rene funzionante. In particolare, l’obiettivo primario è l’insulino-indipendenza con A1C≤6.5% e gli obiettivi secondari sono la sopravvivenza del paziente e delle isole trapiantate, gli episodi di ipoglicemia severa, il controllo metabolico e la funzione renale.
Materiali e metodi: Nello studio sono stati arruolati 28 soggetti con T1D, che hanno ricevuto il trapianto di isole da solo (ITA) o dopo un trapianto di rene (IAK). Il trapianto di isole consisteva in due o tre infusioni intra-portali di isole allogeniche somministrate in 3 mesi. L'immunosoppressione è stata indotta con daclizumab e mantenuta con sirolimus e tacrolimus.
Risultati: L’insulino-indipendenza con A1C≤6.5% è stata raggiunta dal 39% e dal 28% dei pazienti a 5 e 10 anni dal trapianto di isole, rispettivamente. La funzione del trapianto persiste nell'82% e nel 78% dei casi trattati dopo 5 e 10 anni, rispettivamente, ed è associata con un migliore controllo glicemico, ridotto fabbisogno insulinico e una marcata riduzione delle ipoglicemie severe. ITA e IAK hanno risultati comparabili. La funzione del trapianto a 1 mese dall’infusione è significativamente associata con la durata della funzione del trapianto e dell'insulino-indipendenza.
Conclusione: Il trapianto di isole, ITA o IAK, con il protocollo Edmonton, a 10 anni determina un miglioramento del controllo metabolico senza ipoglicemie severe nei 3/4 dei pazienti con T1D.
Commento editoriale: Questo studio dimostra in maniera inequivocabile che il trapianto di isole funziona in un’alta percentuale di riceventi a 10 anni dall’infusione. Il successo del trapianto a 10 anni è fortemente correlato alla funzione precoce delle isole, confermando l’importanza non solo della quantità e della qualità delle isole trapiantate, ma soprattutto del loro attecchimento subito dopo l’infusione. A questo riguardo, lo studio di Lille decide di ottimizzare l’attecchimento somministrando 2-3 infusioni a breve distanza una dall’altra e questo è con ogni probabilità uno dei segreti del successo di questo protocollo. I determinanti della funzione delle isole, precoce e a 5 e 10 anni, rimangono comunque ignoti.
A cura di Valeria Sordi e Margherita Occhipinti
Vantyghem MC, Chetboun M, Gmyr V, Jannin A, Espiard S, Le Mapihan K, Raverdy V, Delalleau N, Machuron F, Hubert T, Frimat M, Van Belle E, Hazzan M, Pigny P, Noel C, Caiazzo R, Kerr-Conte J, Pattou F. Ten-Year Outcome of Islet Alone or Islet After Kidney Transplantation in Type 1 Diabetes: A Prospective Parallel-Arm Cohort Study. Diabetes Care 2019 Sep; dc190401. doi.org/10.2337/dc19-0401


