Nutrients
Background e obiettivo del lavoro: Gli interventi sullo stile di vita e, in particolare, l’aderenza a modelli dietetici sani, sono efficaci nel ridurre il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2 (T2DM). Il presente studio mira a valutare se la qualità della dieta valutata dal Nutrient-Rich Food Index 9.3 (NRF9.3) si associa al rischio di sviluppare T2DM nei pazienti con malattia coronarica (CHD).
Metodi e risultati principali: Si tratta di uno studio randomizzato e controllato che ha coinvolto 1002 pazienti con CHD e senza T2DM al basale, randomizzati a una dieta mediterranea o una dieta a basso contenuto di grassi per 7 anni. La nutrient density di ciascuna dieta è stata valutata utilizzando il punteggio NRF9.3, che indica un elevato apporto di nutrienti benefici e/o un basso consumo di nutrienti deleteri rispetto all'apporto energetico totale ed è stato calcolato mediante dei food frequency questionnaires (FFQ) al basale e dopo 1 anno di aderenza a uno dei due pattern dietetici proposti. Dopo 5 anni di follow-up, 106 pazienti hanno sviluppato T2DM (T2DM incidente). Il punteggio totale NRF9.3 e i cambiamenti durante il primo anno di intervento sono stati confrontati tra i due gruppi: T2DM incidente e non-T2DM. Il gruppo T2DM incidente ha mostrato un miglioramento minore nel punteggio NRF9.3 rispetto al non-T2DM (p = 0,010). Inoltre, i pazienti con un miglioramento maggiore in NRF9.3 avevano oltre il 50% in meno di rischio di sviluppare T2DM rispetto al terzile più basso.
Conclusioni e commento editoriale: Il presente studio ha valutato la qualità della dieta in termini di densità nutrizionale tramite l’NRF9.3, suggerendo che i pazienti che hanno cambiato le loro abitudini alimentari entro 1 anno verso una dieta sana e ricca di nutrienti e lo hanno fatto in modo più efficiente durante il follow-up dello studio, hanno minore probabilità di sviluppare T2DM negli anni successivi. Si tratta del primo studio ad aver analizzato l'associazione tra l'indice di qualità della dieta NRF9.3 e il rischio di sviluppare T2DM.
Tuttavia, la popolazione in esame includeva solo pazienti con CHD, pertanto tali risultati non possono essere generalizzati ad altre popolazioni. In secondo luogo, l’applicazione di FFQ per valutare l'aderenza alla dieta comporta il rischio di errori di misurazione. Infine, non è stato riportato nessun dato sugli altri interventi sullo stile di vita come l'attività fisica.
A cura di Nicoletta Miano
Rivas-Garcia L, Quintana-Navarro GM et al. Association between Diet Quality and Risk of Type 2 Diabetes Mellitus in Patients with Coronary Heart Disease: Findings from the CORDIOPREV Study. Nutrients 2024, 16, 1249. Doi: doi.org/10.3390/nu16081249


