Deterioramento cognitivo e motorio nel diabete mellito tipo 2: quando più ferro non significa essere più forti

Increased brain iron deposition in the basal ganglia is associated with cognitive and motor dysfunction in type 2 diabetes mellitus

A cura di Maria Elena Lunati, Carla Greco e Marika Menduni

Brain Research

Background e obiettivo del lavoro: Studiare i cambiamenti della deposizione di ferro a livello dei gangli della base in pazienti affetti da diabete mellito tipo 2 (DM2) con e senza neuropatia diabetica periferica (DPN) , attraverso mappatura quantitativa di suscettibilità (QSM).
Metodi:Sono stati reclutati 34 pazienti affetti da DM2 e DPN, 55 pazienti DM2 senza DPN (NDPN) e 51 controlli sani (HC). .Tutti i pazienti hanno quindi seguito valutazione cognitiva (Montreal Cognitive Assessment -MoCA), neuropatica (Toronto Clinical Scoring System), motoria (gait speed test-GS e Time up and Go test-TUG) e risonanza magnetica con QSM
Risultati: I valori di suscettibilità a livello di putamen e caudato sono risultati più alti nei pazienti con DM2 rispetto ai HC (p < 0.05) mentre nessuna differenza significativa è stata riscontrata tra i gruppi DPN e NDPN. La deposizione di ferro correlava significativamente con test motori (TUG-suscettibilità putamen: r = 0.404, p = 0.028) e cognitivi (MoCA-suscettibilità putamen : r = − 0.288, p = 0.007; MoCA suscettibilità caudato: r = − 0.214, p = 0.045) nei pazienti DM2.
Conclusioni: la deposizione di ferro a livello dei gangli della base influenza le prestazioni motorie e cognitive nei pazienti affetti da DM2.
Commento editoriale: La QSM è una nuova tecnica di approfondimento dell’imaging della risonanza magnetica, in grado di valutare la suscettibilità tissutale, espressione della concentrazione di ferro presente nel tessuto. I gangli della base sono tra le aree più ricche di ferro a livello encefalico e sono responsabili del controllo motorio e cognitivo. L’incremento della deposizione di ferro, quindi un aumento della suscettibilità tissutale, può essere espressione di danno tissutale (Fernandez ´ Real et al., 2019) ed è influenzata da numerosi meccanismi fisiopatologici spesso presenti nel paziente con DM2, come l’iperglicemia cronica, dislipidemia (Wu et al., 2021) e ipertensione arteriosa. In tale studio si è osservato come la presenza di una diagnosi di DM2 e la durata della patologia comportasse un aumento della deposizione di ferro a livello dei gangli della base rispetto al gruppo HC. La presenza di DPN non sembrerebbe, invece, influenzare tale aspetto. Tra gli aspetti più interessanti che emergono da questo studio, possiamo osservare che l’instabilità posturale che il paziente con DM2 e DPN può sperimentare ha alla base differenti meccanismi fisiopatologici e che il processo neuropatico, ubiquitariamente inteso, presenta ancora aspetti a noi ancora non noti. I dati a riguardo sono ancora preliminari e lo studio di aree cerebrali più vaste andrà indagato nel prossimo futuro.

A cura di Marika Menduni, Carla Greco, Maria Elena Lunati

Sui C, Li M et al. Increased brain iron deposition in the basal ganglia is associated with cognitive and motor dysfunction in type 2 diabetes mellitus. Brain Res. 2025 Jan 1;1846:149263. doi: 10.1016/j.brainres.2024.149263