Riduzione del rischio di chetoacidosi negli utilizzatori di microinfusori nel corso degli anni

Insulin Pump Use and Diabetic Ketoacidosis Risk in Type 1 Diabetes: Secular Trends over Four Decades

A cura di Sergio Di Molfetta e Federico Boscari

Diabetes Technology & Therapeutics

Background e obiettivo del lavoro: La chetoacidosi (DKA) è una delle complicanze più temute nel diabete di tipo 1 ed è stata a lungo considerata un evento avverso della terapia con microinfusori d’insulina (countinuous subcutaneous insulin infusion, CSII). Obiettivo principale dello studio di Budhram e collaboratori è stato valutare, nel corso degli anni, l’andamento degli episodi di DKA fra gli utilizzatori di CSII, nonché i fattori correlati all’insorgenza della DKA.
Metodi e risultati principali: Sono stati analizzati retrospettivamente i dati dei 1441 pazienti arruolati, fra il 1983 e il 2007, nello studio DCCT e nella sua estensione, lo studio EDIC. L’utilizzo di CSII e gli eventuali episodi di DKA sono stati registrati durante l’annuale raccordo anamnestico previsto dallo studio.
In tutto, sono stati riportati 488 episodi di DKA. Il rischio di sviluppare DKA si è ridotto nel corso degli anni e, a partire dal 2001, non è più risultato significativamente maggiore negli utilizzatori di CSII. In dettaglio, l’Hazard Ratio (HR) relativo allo sviluppo di DKA nei pazienti CSII è passato da 5.81 (intervallo di confidenza al 95%, 95% CI: 3.28–10.29, p<0.001) negli anni 1983-1990 a 3.11 (2.22–4.37, p<0.001) negli anni 1990-2000, 1.60 (0.99–2.61, p=0.06) negli anni 2000-2010, e a 1.23 (0.73–2.11, p=0.43) negli anni 2010-2017, rispettivamente. Il rischio di sviluppare DKA è risultato maggiore nelle donne (HR 1.96, 95% CI: 1.49–2.59; P < 0.0001) e nei soggetti con durata di malattia più breve (HR 1.04;, 95% CI: 1.00–1.09; P = 0.03), valori più elevati di HbA1c (HR 1.47; 95% CI: 1.37–1.58; P < 0.0001) e più alto fabbisogno insulinico (HR 1.59; 95% CI: 1.25–2.03; P =0.0002), e in quelli con neuropatia (HR 1.67; 95% CI: 1.12–2.48; P =0.01) o pregressi eventi cardiovascolari (HR 2.26; 95% CI: 1.17–4.37; P = 0.02)
Conclusioni e commento editoriale: Fin dalla loro introduzione nella pratica clinica, la DKA è stata considerata un possibile evento avverso correlato all’utilizzo dei microinfusori di insulina. I risultati di questo studio, tuttavia, dimostrano come nel corso degli anni tale rischio sia andato incontro ad una sostanziale riduzione. Tale riduzione è in primo luogo da attribuire alla commercializzazione di dispositivi più moderni, che hanno garantito una maggiore precisione nella somministrazione di insulina e sono dotati di allarmi che avvisano i pazienti in caso di occlusione del set di infusione. Ulteriore importanza ha sicuramente rivestito l’introduzione dei sistemi di monitoraggio del glucosio interstiziale che consentono al paziente, attraverso la visualizzazione in continuo dell’andamento glicemico e alla presenza di allarmi personalizzabili, di riconoscere precocemente un’iperglicemia marcata possibilmente legata ad un ostacolo nel flusso dell’insulina. È in ogni caso fondamentale che il paziente sia adeguatamente formato dal team diabetologico alla gestione della terapia insulinica e, in particolare, all’utilizzo di questi dispositivi tecnologicamente avanzati. Malgrado i progressi degli ultimi anni, la DKA rimane una delle complicanze più temibili nel diabete di tipo 1 e un ulteriore aiuto nel ridurre tale problematica arriverà probabilmente dalla prossima commercializzazione dei sistemi per il monitoraggio continuo dei chetoni.

A cura di Federico Boscari, Sergio Di Molfetta

Budhram DR, Bapat P et al. Insulin Pump Use and Diabetic Ketoacidosis Risk in Type 1 Diabetes: Secular Trends over Four Decades. Diabetes Technol Ther. 2024 Oct 10. doi: 10.1089/dia.2024.0272. Epub ahead of print. PMID: 39387222