Inflammatory biomarkers in the blood and pancreatic tissue of organ donors that predict human islet isolation success and function

A cura di Margherita Occhipinti e Valeria Sordi

Islets

Introduzione: Il trapianto di isole da donatori cadaveri per morte cerebrale rappresenta la fonte principale di trapianto di isole ad oggi praticata. La morte cerebrale evidentemente è accompagnata dal rilascio di mediatori dell’infiammazione che possono compromettere  qualità e quantità delle isole. La possibilità di valutare tramite marcatori sierici o su biopsia pancreatica la qualità dell’isolato potrebbe fornire informazioni aggiuntive da valutare in fase pre-trapianto e migliorare la selezione dei donatori.
Obiettivo dello studio: valutare la presenza di marcatori infiammatori nel sangue periferico o su biopsia pancreatica di donatori cadavere e valutare la capacità di predire il funzionamento del trapianto di isole.
Materiali e metodi: Campioni ematici di 21 donatori di pancreas e di 14 volontari sani sono stati confrontati. Degli stessi donatori sono state valutate anche le biopsie pancreatiche. Sono state dosate inoltre 6 citochine sieriche tramite PCR e l’espressione di 15 proteine infiammatorie. L’espressione genica delle citochine pro-infiammatorie è stata valutata anche sulle cellule mononucleari del sangue. L’efficacia del trapianto è stata valutata dopo trapianto su topi NOD resi diabetici.
Risultati: Dall’analisi non sono emerse correlazioni tra l’espressione genica da parte delle cellule mononucleate del sangue periferico e gli stessi livelli a livello del tessuto pancreatico. Livelli elevati di IL6 su prelievo bioptico del pancreas del donatore hanno invece mostrato correlare negativamente con il rendimento delle isole trapiantate. Elevati livelli di IFNG nelle cellule mononucleate del sangue periferico e alta espressione di MAC1 a livello del tessuto pancreatico correlano negativamente con la funzione delle isole trapiantati in topi diabetici immunodeficienti. Al tempo stesso l’espressione di MAC1 si è rivelata positivamente correlata col tempo di ospedalizzazione del donatore mentre la durata della morte cerebrale prima dell’espianto ha mostrato correlare con l’espressione di alcuni mediatori (ad esempio alti livelli di IL1B nelle cellule mononucleate del sangue periferico e di TNF sia nel sangue che nel tessuto pancreatico) senza tuttavia tradursi in una ridotta efficienza del trapianto.
Conclusioni: L’espressione di geni pro-infiammatori a livello delle biopsie pancreatiche ha mostrato una correlazione negativa  con l’outcome del trapianto di isole, candidandosi come possibili marcatori.
Commento: I risultati dello studio hanno confermato la verosimile correlazione negativa tra durata dell’ospedalizzazione prima della morte celebrale e l’esito del trapianto. Tuttavia, livelli sierici degli stessi marcatori pro-infiammatori, più facilmente utilizzabili nella pratica clinica, non hanno mostrato correlazioni sull’efficienza del trapianto. E’ inoltre da notare, come gli stessi autori affermano che lo studio è stato condotto su campioni prelevati tra il 2008 e il 2009. Negli ultimi 10 anni molte cose sono migliorate circa la capacità di gestione dei donatori dopo morte cerebrale.  Sicuramente alcune pratiche cliniche volte a limitare la cascata pro-infiammatoria nel caso di lunghe ospedalizzazioni prima della morte cerebrale  possono dimostrarsi efficaci nel migliorare la performance delle isole a scopo trapianto.

A cura di Margherita Occhipinti e Valeria Sordi

Oancea AR, Omori K, Orr C, Rawson J, Dafoe DC, Al-Abdullah IH, Kandeel F, Mullen Y. Inflammatory biomarkers in the blood and pancreatic tissue of organ donors that predict human islet isolation success and function. Islet. Doi. 10.1080/19382014.2019.1696127