

Diabetes Care
Background e obiettivo del lavoro: Gli indicatori del rischio di arresto cardiaco improvviso (Sudden Cardiac Arrest, SCA) sono poco compresi, in particolare in assenza di malattia cardiovascolare (CardioVascular Disease, CVD). Questo studio ha valutato le associazioni longitudinali con SCA delle caratteristiche cliniche registrate nell'assistenza primaria in persone con diabete di tipo 2 (DT2), con e senza CVD.
Metodi: Studio caso-controllo che ha confrontato casi di SCA in soggetti con DT2 provenienti dal registro SCA extraospedaliero Amsterdam Resuscitation Studies (ARREST) e fino a cinque soggetti di controllo non SCA abbinati (età, sesso, DT2, studio di medico di base). Sono state raccolte misurazioni cliniche, uso di farmaci e anamnesi dalle cartelle cliniche elettroniche dei medici di base.
Risultati: 689 soggetti con SCA (63.4% maschi; età media di 72.2±11.2 anni nell'anno precedente l’evento) e 3320 controlli non-SCA (63.5% maschi; età media di 72.1±10.5 anni nello stesso periodo) sono stati inclusi. Rispetto ai controlli, i soggetti con SCA erano più spesso fumatori e meno spesso normopeso; avevano colesterolo totale e LDL, trigliceridi, albuminuria più elevati; HDL ed eGFR più bassi; maggior uso di insulina, antipertensivi e molecole che inducevano allungamento del QTc; avevano più frequentemente una storia di fibrillazione atriale, tachicardia/battiti ectopici e disturbi della conduzione, complicazioni microvascolari o CVD (53,5% contro 39,5%). Nei modelli multivariati, bassa glicemia a digiuno (<4.5 mmol/mol: 1,91 [1,00-3,64]), insufficienza cardiaca (1,91 [1,55-2,35]), antipertensivi (1,80 [1,39-2,33]), ipoglicemizzanti (solo orali: 1,32 [1,06-1,63]; solo insulina: 2,31 [1,71-3,12]; orale e insulina: 1,64 [1,21-2,22]) e procinetici che prolungano l'intervallo QTc (1,78 [1,27-2,50]), antibiotici (1,35 [1,05-1,73]) e antipsicotici (2,10 [1,42-3,09]) si associavano alla SCA nel campione totale. Nelle analisi per sottogruppi, antibiotici (1,82 [1,26-2,63]) e antipsicotici (3,10 [2,09-4,59]) con effetto su QTc si associavano a SCA solo in soggetti senza precedente CVD.
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio conferma il ruolo nella SCA dei fattori di rischio cardiovascolare classici e dell'insufficienza cardiaca nel DT2, supportando così l'importanza della gestione del rischio cardiovascolare. Tuttavia, un rischio residuo non è stato spiegato da fattori correlati alla CVD. L’associazione della SCA con bassi livelli di glucosio a digiuno e farmaci che prolungano il QTc è meno noto, sebbene quest'ultimo sia stato segnalato in precedenza nella popolazione generale (Straus SM et al Eur Heart J 2005;26(19):2007-12), con il rischio più elevato per i farmaci antipsicotici, seguiti da procinetici e antibiotici. Nonostante le limitazioni metodologiche, la raccolta prospettica dei dati, i cinque soggetti di controllo abbinati dallo stesso ambulatorio e nello stesso periodo di tempo forniscono forza ai risultati. La storia di neuropatia periferica è stata inclusa tra le complicanze microvascolari (che hanno aumentato in modo indipendente il rischio di SCA in assenza di CVD), mentre la neuropatia autonomica non è stata valutata, sebbene sia suggerita dagli autori come possibile fattore determinante. Il ruolo della disfunzione autonomica nella suscettibilità all’aumento del QTc indotto da farmaci o al rischio di ipoglicemia avrebbe meritato di essere preso in considerazione, in particolare nei soggetti senza CVD. Infine, questo studio sottolinea l’importanza in pratica clinica di considerare i rischi di un controllo glicemico troppo rigido e della prescrizione di farmaci che prolungano il QTc, compresi i procinetici.
A cura di Carla Greco, Marika Menduni, Maria Elena Lunati
Harms PP, van Dongen LH et al. Associations of Clinical Characteristics With Sudden Cardiac Arrest in People With Type 2 Diabetes With and Without Cardiovascular Disease: A Longitudinal Case-Control Study Using Routine Primary Care Data. Diabetes Care. 2025 Jan 1;48(1):125-135. doi: 10.2337/dc24-0715. PMID: 39556475


