
Survey of Ophthalmology
L’azione-principe dei farmaci antidiabetici, ovvero la riduzione dell’HbA1c, può avere, nel distretto oculare, risultati non positivi, almeno nel primo periodo di cura: la variazione dell’equilibrio osmotico legata alla riduzione del glucosio ematico può favorire l’edema retinico e l’imbibizione del cristallino, con peggioramento della RD e variazioni della refrazione.
Al netto dei benefici sul decorso della RD comunque legati nel lungo termine all’abbassamento dell’HbA1c, le diverse categorie di farmaci posseggono caratteristiche tali da incidere sul decorso clinico di altre patologie oculari.
Le problematiche relative alla superficie oculare nel diabete, che generalmente determinano una condizione di secchezza, possono essere alleviate dall’insulina esogena, che induce una ripresa del rivestimento epiteliale della cornea e della corretta lacrimazione; biguanidi e tiazolidinedioni (TZD, o glitazoni), inibitori SGLT- 2, inibitori DPP-4 e agonisti GLP-1 hanno effetti sulla modulazione della proliferazione e differenziazione di tessuti della superficie in patologie ischemiche e cicatriziali (neovascolarizzazione corneale, decorso di interventi per glaucoma).
Lo sviluppo della cataratta può essere favorevolmente influenzato dagli inibitori dell’α-glucosidasi, mediante l’aumento di glutatione (indotto anche dalle biguanidi) e la riduzione dell’aldoso-reduttasi; anche gli inibitori DPP-4 avrebbero effetto protettivo nei confronti della cataratta.
Nei confronti del glaucoma avrebbero funzione protettiva biguanidi, sulfoniluree, agonisti GLP-1 e inibitori SGLT-2; un effetto neuroprotettivo avrebbero i TZD e gli inibitori DPP-4.
Per quanto riguarda le patologie retiniche, le biguanidi proteggerebbero dall’occlusione della vena centrale retinica e, per le proprietà neuroprotettive, rallenterebbero il decorso della maculopatia senile e della retinite pigmentosa; inoltre, avrebbero azione benefica nelle uveiti (come anche i TDZ).
Attenzione va posta, però, ai possibili effetti collaterali: a parte il temporaneo peggioramento della RD e le eventuali variazioni di refrazione legati al rapido miglioramento del controllo del diabete, effetti specifici sono stati rilevati con gli agonisti GLP-1 (neuropatia ottica ischemica anteriore non-arteritica), gli inibitori SGLT2 (occlusione venosa retinica), e gli inibitori DPP-4 (pemfigoide cicatriziale oculare, ovvero una reazione cicatriziale della congiuntiva).
Le considerazioni che emergono da questo lavoro ci devono ricordare che non esistono compartimenti stagni e che, tra effetti favorevoli e temibili complicanze, la necessità di coinvolgere l’oculista nelle indicazioni e nel monitoraggio della terapia si fa pressante, uscendo dalla classica consultazione nello screening della RD.
A cura di Maria Vittoria Cicinelli e Roberto Perilli
Sadeghi E, Rahmanipour E et al. An Update On Ocular Effects Of Anti-Diabetic Medications. Survey of Ophthalmology. Doi: doi.org/10.1016/j.survophthal.2025.01.010


