
Journal of the American College of Cardiology
Background e scopo del lavoro: Gli SGLT2 inibitori hanno dimostrato benefici sorprendenti nello scompenso cardiaco, ma i meccanismi molecolari sottostanti non sono completamente chiariti. Questo studio ha esplorato la caratterizzazione del profilo proteomico in due coorti dello studio EMPEROR.
Metodi e risultati principali: In una precedente analisi ("discovery cohort") sono state analizzate 1.283 proteine in 1.134 pazienti con scompenso HFrEF e HFpEF. La presente analisi di validazione ha ampliato l’indagine a 2.155 proteine circolanti in una seconda coorte ("validation cohort") di 1.120 pazienti, confrontando i cambiamenti nei livelli proteici tra il gruppo trattato con empagliflozin e il gruppo placebo dopo 12 e 52 settimane. I risultati hanno confermato quanto osservato nella discovery cohort: empagliflozin aumenta significativamente (≥15%) l'espressione di 25 proteine. Queste sono coinvolte in pathway chiave come l’autofagia e il controllo della qualità cellulare (13 proteine), la salute mitocondriale e la produzione di ATP (12 proteine), la mobilizzazione del ferro e l’eritropoiesi (7 proteine), il riassorbimento tubulare del sodio (3 proteine) ed i processi riparativi su cuore e reni (9 proteine), con diverse proteine che mostrano funzioni multiple.
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio rappresenta la prima validazione su larga scala delle "firme proteomiche" di una molecola efficace per la terapia dello scompenso cardiaco. L’autofagia si è rivelata il processo biologico più rappresentato, in linea con quanto osservato, in modelli murini, con gli agonisti GLP-1R e la restrizione calorica. I risultati confermano i meccanismi d’azione ipotizzati dagli studi sperimentali, e la particolare rilevanza dell’autofagia. Inoltre, l’assenza di interazione per tipo di scompenso (HFrEF vs. HFpEF) riflette la pari efficacia degli SGLT2i in entrambe le condizioni. Di particolare interesse è l'espressione dell'uromodulina fino alle 52 settimane; approfondire la stretta e complessa connessione tra cuore e rene potrebbe offrire nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi implicati nello scompenso cardiaco, con potenziali applicazioni nello sviluppo di futuri target terapeutici.
A cura di Mariella Baldassarre e Gloria Formoso
Milton Packer et al. Reaffirmation of Mechanistic Proteomic Signatures Accompanying SGLT2 Inhibition in Patients With Heart Failure. A Validation Cohort of the EMPEROR Program. JACC. 2024 Nov, 84 (20) 1979–1994. DOI: 10.1016/j.jacc.2024.07.013


