

Diabetes Research and Clinical Practice
Background: L’avvento della tecnologia nel controllo della patologia diabetica ha permesso di identificare nuovi parametri per predire il rischio di complicanze a lungo termine. In particolare, la variabilità glicemica (GV) cattura le oscillazioni glicemiche giornaliere, che non vengono rivelate dal dosaggio di HbA1c plasmatica, attraverso vari indicatori: devizione standard (SD), mean amplitude of glycemic excursion (MAGE), coefficient of variation for glucose (CV), mean of daily differences (MODD). La presente revisione indaga il rapporto tra le metriche glicemiche derivate dal CGM, in particolar modo la GV, e lo sviluppo e la progressione della neuropatia diabetica periferica (NDP). Il rapporto tra GV e NDP ad oggi non è ancora chiaramente analizzato.
Materiali e metodi: sono stati analizzati studi clinici dal 2010 al 2023 che indagassero la relazione tra T1DM, T2DM, LADA e NDP utilizzando device GCM. Non sono stati inclusi studi che utilizzassero unicamente glicemie capillari, diabete in gravidanza e microinfusori insulinici. Dopo il processo di selezione, sono stati inclusi 9 studi, per un totale di 3649 pazienti diabetici.
Risultati: Dagli studi analizzati, è risultata una associazione significativa tra aumentata GV e incrementata incidenza di neuropatia diabetica. In particolare, CV aumentato è risultato associato a sviluppo di NDP con OR 2.58 (95% CI 1.45-4.57), MAGE con OR 1.9 (95% CI 1.01-3.58), MODD con OR 2.88 (95% CI 2.17-3.81). Diversamente, valori più elevati di TIR correlano con ridotta incidenza di NDP (OR 0.97, 95% CI 0.89-0.94).
Conclusioni e commento editoriale: La presente revisione è mirata ad indagare le relazioni tra le nuove metriche derivate dai CGM e lo sviluppo di neuropatia diabetica periferica. I risultati mostrano una forte correlazione tra variabilità glicemica e NDP. I meccanismi fisiopatologici coinvolti sono lo stress ossidativo, i processi di glicazione, le risposte infiammatorie e il danno neuronale. L’elevata oscillazione glicemica induce stress ossidativo più severo rispetto ad uno stato iperglicemico constante e provoca up-regolazione di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6). Inoltre, la variabilità glicemica promuove un danno endoteliale con alterata perfusione microvascolare. In conclusione, le metriche glicemiche derivate dal CGM, che garantiscono una valutazione più precisa dello stato metabolico, possono essere considerate parte integrante del management clinico del paziente affetto da NDP. Sono necessarie, tuttavia, ulteriori evidenze che indaghino la relazione fra variabilità glicemica e sviluppo di complicanze microvascolari, in particolare sottolineando le eventuali differenze tra pazienti affetti da T1DM o T2DM.
A cura di Carla Greco, Marika Menduni, Maria Elena Lunati
Jia Y, Long D et al. Diabetic peripheral neuropathy and glycemic variability assessed by continuous glucose monitoring: A systematic review and meta-analysis. Diabetes Res Clin Pract, 2024 Jul:213:111757. doi: 10.1016/j.diabres.2024.111757. Epub 2024 Jun 27


