

Background e obiettivo del lavoro: La gestione della glicemia nelle persone con diabete mellito di tipo 2 scarsamente controllato ricoverate in ambiente ospedaliero non-critico è complessa e le attuali linee guida non suggeriscono target glicemici specifici per questa popolazione. Questo studio ipotizza che l’utilizzo del monitoraggio glicemico continuo (CGM) possa essere un valido strumento per raggiungere un target glicemico più stringente.
Metodi e risultati principali: I 110 partecipanti (età media ± SD 61 ± 12 anni; HbA1c media 8.9 ± 2.3%), trattati con insulina sottocute durante il ricovero (mediana della durata 5 giorni), sono stati randomizzati a trattamento standard con target glicemico 140-180 mg/dL oppure trattamento intensivo con target 90-130 mg/dL e utilizzo di CGM real-time in aggiunta alla misurazione della glicemia capillare. La glicemia media è risultata 170 mg/dL nel gruppo di trattamento intensivo e 175 mg/dL nel gruppo di trattamento standard; tuttavia, solo il 7% del gruppo intensivo è riuscito a raggiungere una glicemia media di 90-130 mg/dL senza ipoglicemie significative.
Conclusioni e commento editoriale: L’uso del CGM non si è rivelato utile per raggiungere un target glicemico ambizioso in pazienti ricoverati che presentavano all’ingresso un compenso glicemico non soddisfacente. Tuttavia, in questo studio, il tempo di osservazione (mediana di 5 giorni) è stato troppo breve per poter effettuare un’adeguata titolazione dell’insulina e non sono stati utilizzati né le frecce di tendenza, né algoritmi standardizzati per la gestione della terapia insulinica (che spesso in ospedale non viene somministrata prima del pasto). Un’adeguata formazione degli operatori sanitari che si occupano delle persone con diabete ricoverate nei reparti sarebbe fondamentale per ottimizzare l’utilizzo del CGM in ospedale e sfruttare tutti i suoi benefici.
Hirsch IB, Draznin B et al. Results From a Randomized Trial of Intensive Glucose Management Using CGM Versus Usual Care in Hospitalized Adults With Type 2 Diabetes: The TIGHT Study. Diabetes Care 2025;48(1):118–124. Doi: doi.org/10.2337/dc24-1779


