

Background e obiettivo del lavoro: Tradizionalmente, l’obesità (OB) è stata definita attraverso il BMI, utile per stimare il rischio di complicanze, ma con importanti limiti diagnostici: non distingue la composizione corporea né la distribuzione del grasso. Il documento della Commissione Lancet propone nuovi criteri per una definizione clinica più accurata e utile nella pratica medica e nella sanità pubblica.
Metodi e risultati principali: La proposta si fonda su evidenze cliniche, fisiopatologiche, epidemiologiche, ed è frutto di un’opinione di esperti distillata tramite metodo Delphi. Il BMI resta raccomandato per lo screening iniziale, ma deve essere seguito da una valutazione clinica della compromissione funzionale legata all’eccesso adiposo (comorbidità metaboliche, biomeccaniche, psicologiche) e da misure dirette di massa grassa o parametri antropometrici semplici (es. circonferenza vita, rapporto vita/fianchi). Vengono introdotte due nuove categorie diagnostiche:
- OB preclinica: eccesso di grasso corporeo, senza danno d’organo evidente, ma con rischio aumentato; gestione orientata alla prevenzione;
- OB clinica: condizione cronica con segni di disfunzione d’organo e/o ridotta capacità funzionale; gestione mirata al miglioramento clinico.
Conclusioni e commento editoriale: Il documento segna un passaggio verso una concezione clinica dell’OB come condizione eterogenea, promuovendo un cambiamento culturale e pratico per diagnosi e trattamento, con diagnosi più mirate e interventi personalizzati. L’approccio è rilevante anche in diabetologia: consente una più precoce identificazione del rischio, maggiore aderenza terapeutica e strategie nutrizionali più efficaci.
Rubino F, Cummings DE, et al. Definition and diagnostic criteria of clinical obesity. Lancet Diabetes Endocrinol. 2025;13(3):221–262. doi:10.1016/S2


