Decessi potenzialmente evitati grazie a piccoli cambiamenti nell'attività fisica e nel tempo sedentario: una metanalisi di dati individuali di partecipanti provenienti da studi di coorte prospettici

Deaths potentially averted by small changes in physical activity and sedentary time: an individual participant data meta-analysis of prospective cohort studies

A cura di Roberto Pippi, Carmine Giuseppe Fanelli e Jonida Haxhi

Background e obiettivo: L'inattività fisica è un importante fattore di rischio modificabile per mortalità e malattie croniche. Nonostante le linee guida raccomandino 150-300 min/settimana di attività fisica (AF) moderata, molti non raggiungono tali obiettivi. Questo studio valuta, i benefici di piccoli aumenti di AF moderata-vigorosa (AFMV) o di riduzioni del tempo di sedentarietà (TS), utilizzando misurazioni oggettive tramite accelerometria.
Metodi e risultati: Sono stati inclusi circa 135.000 adulti provenienti da otto coorti internazionali in Europa e negli Stati Uniti, con un follow-up di circa 8 anni. L’outcome principale era la mortalità per tutte le cause. Gli autori hanno utilizzato modelli di regressione di Cox, adeguati ai principali confondenti, e la Potential Impact Fraction per stimare la quota di decessi prevenibili in scenari ipotetici di aumento dell’AF o di riduzione del TS.
I risultati mostrano che il beneficio si concentra sull’80% della popolazione che fa poca AFMV (<20 min/die) dove incrementi di 5 minuti/die di AFMV sono associati ad una riduzione della mortalità di circa il 10%, mentre incrementi di 10 minuti/die sono associati ad una riduzione della mortalità di circa 15%. Inoltre, ridurre il TS di 30 minuti al giorno è associato a una riduzione di circa il 7% della mortalità totale, con benefici particolarmente evidenti nei soggetti più sedentari (>450 min/die).
Commento: Molte linee guida fissano obiettivi di AF troppo alti, che spesso risultano irraggiungibili per la maggior parte delle persone. Dal punto di vista clinico, è importante sottolineare che piccoli aumenti dell'AF, e piccole riduzioni della sedentarietà, possono portare a miglioramenti significativi di sopravvivenza soprattutto nelle persone poco attive. Questa consapevolezza potrebbe incoraggiare un cambiamento nel modo in cui i medici comunicano con i pazienti, passando alla promozione di un modello progressivo in cui qualsiasi aumento dell’AF è considerato benefico.

Ekelund U et al. Lancet 2026; 407: 339–49. Deaths potentially averted by small changes in physical activity and sedentary time: an individual participant data meta-analysis of prospective cohort studies. Published Online January 13, 2026. Doi: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(25)02219-6

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