Impatto del contenuto di carboidrati nei pasti sull’iperglicemia postprandiale durante l’uso ospedaliero di sistemi completamente automatizzati di somministrazione dell’insulina

Impact of Meal Carbohydrate Content on Postprandial Hyperglycemia During Inpatient Use of Fully Automated Insulin Delivery

A cura di Sara Coluzzi, Miriam Longo e Lucia Coraggio

Introduzione e scopo dello studio: I sistemi AID (Automated Insulin Delivery) rappresentano una promettente opportunità di gestione del diabete in ambito ospedaliero. Tuttavia, le escursioni glicemiche postprandiali e l’impatto della terapia con glucocorticoidi restano sfide rilevanti anche per sistemi completamente automatizzati. Questo studio ha valutato l’impatto del contenuto in carboidrati (CHO) del pasto, del suo orario di assunzione e della terapia steroidea sul rischio di iperglicemia postprandiale in pazienti ricoverati trattati con sistemi AID.
Metodi: Analisi post-hoc di due trial randomizzati condotti presso l’Ospedale Universitario di Berna su 48 adulti, prevalentemente con diabete di tipo 2 (BMI 31 ± 7 kg/m²; HbA1c 7,8 ± 1,0 %; durata del diabete 17 ± 10 anni). Sono stati analizzati 844 periodi postprandiali di pazienti utilizzatori di sistemi AID con algoritmo fully closed-loop FlorenceD2W‑T2 o CamAPS HX. L’iperglicemia postprandiale è stata definita come glicemia ≥ 10 mmol/L per almeno 60 minuti nelle 3 ore successive al pasto. Il rischio di iperglicemia è stato stimato mediante modello di regressione logistica additiva, corretto per variabili cliniche e composizione del pasto.
Risultati: Il contenuto di CHO ha mostrato un effetto non lineare sul rischio di iperglicemia (p < 0,001): il rischio aumentava fino a circa 75 g di CHO, poi tendeva a stabilizzarsi. Con pasti ≤ 50 g di CHO, il rischio rimaneva < 50%. L’iperglicemia è risultata più frequente a colazione rispetto a pranzo (OR 1,8; p = 0,006) e cena (OR 1,5; p = 0,05) e triplicata nei pazienti in terapia steroidea (OR 3,3; p < 0,001).
Conclusioni: La risposta glicemica postprandiale nei pazienti trattati con AID in ambiente ospedaliero dipende dal carico di CHO, dall’orario del pasto e dall’uso di steroidi. Limitare l’apporto di CHO (<50 g) e associare una quota di grassi e proteine di qualità, soprattutto a colazione e in corso di terapia steroidea, può ottimizzare il controllo glicemico. Questo studio ha come principale limite l’assenza di dati relativi alla qualità dei carboidrati e l’adozione di una finestra di monitoraggio glicemico postprandiale troppo breve, verosimilmente inadeguata a evidenziare gli effetti tardivi di pasti ad elevato contenuto calorico. Ulteriori dati provenienti da trial clinici randomizzati sono necessari per validare le corrette strategie di utilizzo dei sistemi AID in ambiente ospedaliero.

Gabija Krutkyte G, Banholzer N et al. Impact of Meal Carbohydrate Content on Postprandial Hyperglycemia During Inpatient Use of Fully Automated Insulin Delivery. Diabetes Technol Ther. 2025 Dec;27(12):1014-1018. Doi: https://doi.org/10.1089/dia.2025.0248

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