
Transplantation
Introduzione: il trapianto di pancreas, eseguito per la prima volta nel 1966, da anni si dimostra una terapia capace di ripristinare a medio e lungo termine la secrezione endogena di insulina nei pazienti trattati. La necessità di un intervento chirurgico maggiore e soprattutto della terapia immunosoppressiva cronica hanno limitato la diffusione della procedura, da riservare, anche secondo i recenti STARD ADA 2021 a pazienti con diabete tipo 1 destinati a eseguire il trapianto anche del rene o ai diabetici con frequenti chetoacidosi e/o ipoglicemie severe nonostante la miglior gestione della terapia medica.
Scopo: in questo lavoro vengo riportati i risultati a 10 anni di una serie di pazienti sottoposti a trapianto di pancreas isolato tra il 2001 e il 2007 presso l’Azienda Ospedaliera universitaria pisana. Pazienti e Metodi: Sessantasei pazienti (BMI< 30 kg/m2, età media 38 anni) affetti da diabete tipo 1 e con lunga storia di patologia diabetica (23,9 anni ±9,1) sono stati sottoposti a trapianto di pancreas isolato. Oltre alla terapia di induzione, la triplice terapia immunosoppressiva di mantenimento (tacrolimus, micofenolato e steroide a basse dosi) è stata proseguita per tutto il follow-up.
Risultati: A 10 anni dal trapianto la sopravvivenza è risultata del 92,6%, il 57,4% è rimasto insulino-indipendente e un ulteriore 2,3% ha mantenuto una buona funzione pancreatica. Durante il follow-up, il 6% dei pazienti ha sviluppato ESRD e un ulteriore 3% è progredito fino allo stadio 4 della malattia renale cronica. Di questi circa la metà presentava un GFR <60 ml/min e macro-albuminuria prima del trapianto. Il 4, 74% dei normo o micro-albuminurici prima del trapianto è rimasto stabile, il 26% è progredito verso uno stadio peggiore mentre il 62.5% dei macro-albuminurici ha mostrato regressione della severità dell’albuminuria.
Commento: I risultati presentati, vengono definiti “lo stato dell’arte” in un bellissimo commento editoriale del professor R.J Stratta, che accompagna la pubblicazione del lavoro. Tra i punti di forza individuati emergono l’accurata caratterizzazione dei pazienti, la relativa numerosità del campione rispetto a quanto riportato da altri gruppi e sicuramente la positività degli esiti rispetto a risultati riportati dal registro internazionale trapianti di pancreas.
La definizione di Stratta appare ricalcare quello che è lecito attendersi da questa procedura. Sappiamo infatti che è necessario perseverare lungo la strada che porti allo sviluppo di una terapia “rigenerativa” capace di rispristinare la funzione beta cellulare persa e altrettanto lungo la strada che permetta di prevenire l’insorgenza della patologia diabetica stessa. L’evoluzione tecnologica ha sicuramente offerto negli ultimi anni possibilità terapeutiche estremamente valide per la maggior parte dei pazienti. Tuttavia, quando la miglior gestione medica e tecnologica non basta, secondo le indicazioni riconosciute, il trapianto si conferma procedura sicura ed efficace nel lungo termine. In attesa di strade migliori meglio dunque percorrere una strada nota che non percorrerne affatto.
A cura di Margherita Occhipinti e Valeria Sordi
Boggi U, Baronti W, Amorese G, Pilotti S, Occhipinti M, Perrone V, Marselli L, Barsotti M, Campani D, Gianetti E, Cacciato Insilla A, Bosi E, Kaufmann E, Terrenzio C, Vistoli F, Marchetti P. Treating Type 1 Diabetes by Pancreas Transplant Alone: A Cohort Study on Actual Long-term (10 Y) Efficacy and Safety. Transplantation, January 19, 2021. doi: 10.1097/TP.0000000000003627


